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SCIENZA

Un super fungo ultra resistente può cambiare le nostre sorti

Un super fungo dalla struttura unica potrebbe dar vita a una nuova generazione di materiali sostenibili: il sorprendente studio finlandese.

Un super fungo potrebbe cambiare le nostre sorti, stando a uno studio recente pubblicato sulla rivista Science Advances. Il cosiddetto “fungo esca”, conosciuto anche come “fungo accendi fuoco” e facilmente riconoscibile per via della sua forma simile allo zoccolo di un cavallo, ha delle proprietà sorprendenti che potrebbero fornire un’alternativa naturale e biodegradabile alla plastica. Il Fomes fomentarius potrebbe essere, in definitiva, un elemento chiave per la sostenibilità del futuro.

Fomes fomentarius, il super fungo “sostenibile”

“Elevata resistenza, durezza e tenacità alla frattura sono proprietà meccaniche che non sono comunemente associate al corpo carnoso di un fungo”, si legge nello studio pubblicato su Science Advances lo scorso 22 febbraio 2023. Eppure per via delle sue proprietà “strutturali, chimiche e meccaniche”, il Fomes Fomentarius rappresenta un’eccezione: “Il suo design architettonico è una fonte di ispirazione per una classe emergente di materiali ultraleggeri ad alte prestazioni”. Potremmo definirlo un fungo “sostenibile”.

Chiamato anche “fungo esca” o “fungo accendi fuoco”, ma anche “fungo mangiatore di legno”, è risaputo che il F. Fomentarius sia stato storicamente utilizzato per appiccare il fuoco, appunto. I suoi utilizzi nel tempo sono cambiati, spaziando dall’abbigliamento alla medicina, ma in effetti nessuno avrebbe mai pensato a un’applicazione nel campo dei nuovi materiali, al centro di studi sempre più approfonditi: la plastica ha letteralmente invaso il Pianeta e occorrono alternative che non nuocciano all’ambiente.

Nell’ottica di una inversione di tendenza sempre più necessaria, il F. Fomentarius potrebbe diventare un elemento chiave perché in grado di fornire un’alternativa naturale e (soprattutto) biodegradabile a plastiche e altri materiali ultra inquinanti.

Grazie a un fungo produrremo i materiali del futuro

Come spiega lo studio pubblicato su Science Advances – possibile grazie al lavoro incrociato di più team di scienziati provenienti da Finlandia, Paesi Bassi e Germania -, la risposta si troverebbe nel micelio di questo super fungo. Costituito da sottili filamenti noti come ife, questo micelio forma reti simili a radici che si diffondono attraverso il suolo o il materiale in decomposizione (il legno, nel caso del “fungo esca”).

Gli scienziati si sono accorti che nel F. Fomentarius questa sorta di rete si divide in tre strati distinti, ognuno dei quali con una microstruttura che li distingue l’uno dall’altro, uniti da una “matrice extracellulare che agisce come un adesivo di rinforzo che differisce in ogni strato in termini di quantità, contenuto polimerico e interconnettività”.

Il dottor Pezhman Mohammadi, ricercatore presso il VTT Technical Research Centre of Finland, ha spiegato che questo fungo “ha uno strato esterno protettivo molto rigido e duro, uno intermedio spugnoso più morbido e un terzo strato interno forte e resistente” con “un’integrità strutturale simile a certi tipi di plastica”. Pertanto “potrebbe essere usato per sostituire i materiali che assorbono gli urti usati in oggetti come caschi da football e altre attrezzature sportive, isolanti termici e acustici e persino parti di altri prodotti di consumo”.

Una struttura dalle proprietà uniche che si potrebbe rivelare utile per la creazione di una nuova generazione di materiali inediti perché non è soltanto forte e ultra resistente, ma anche insolitamente leggera. “Questi risultati potrebbero offrire una grande fonte di ispirazione per la produzione di materiali multifunzionali con proprietà superiori per diverse applicazioni mediche e industriali in futuro”, conclude lo studio. Non solo minacciosi funghi “zombie”, dunque, ma anche nuove prospettive per la salvaguardia del Pianeta.

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