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Guerra in Ucraina: Putin sta finendo lo spazio cloud

Sfinire lo Zar un bit dopo l'altro: è anche questo l'effetto delle sanzioni occidentali contro la Russia, nella speranza che allenti la morsa sull'Ucraina

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Fonte: Rokas Tenys / Shutterstock

La guerra causata dall’invasione della Russia in Ucraina sta producendo notevoli conseguenze economiche. Infatti sia l’Europa sia gli Stati Uniti hanno da subito deciso di non alimentare il conflitto, adottando una risposta basata sia sulla diplomazia sia sulle sanzioni economiche. Così, dall’inizio della Guerra, il 24 Febbraio scorso, sono state fermate moltissime attività commerciali in Russia, comprese quelle delle Big Tech, che sono quasi tutte società occidentali.

Tra le tante società che hanno sospeso la loro attività sul territorio russo troviamo infatti anche Google (Alphabet Inc.), Meta (Facebook, Instagram e WhatsApp), Apple e, in parte, anche Amazon. Il fine di queste sanzioni è di limitare sia l’economia sia le comunicazioni in Russia con l’obiettivo di indebolire il Paese. E la strategia sembra funzionare. Infatti l’importante testata giornalistica Kommersant, citando fonti governative, riporta che la Russia sta rapidamente esaurendo lo spazio di archiviazione dei in Cloud, poiché non ha più server nuovi su cui immagazzinare le informazioni più importanti. Anche se la Russia, però, sminuisce la portata dell’impatto sulle loro attività economiche, dicendo che si tratta di servizi non vitali, come video, musica o giochi.

Perché lo spazio Cloud sta finendo in Russia

La testata giornalistica russa riferisce che il Ministero russo della trasformazione digitale ha tenuto un incontro il 9 Marzo scorso con i rappresentanti di società della Confederazione come Sberbank, MTS, Oxygen, Rostelecom, Atom-Data, Croc e Yandex per fare il punto della situazione sulla reale disponibilità di computer in grado di archiviare dati all’interno del Paese.

Infatti, da quando le compagnie tech straniere hanno chiuso ogni rapporto commerciale con la Russia sono venuti a mancare i relativi servizi di archiviazione dei dati su cloud, come quelli forniti da Google e Amazon.

La domanda di archiviazione interna resta ma lo spazio disponibile sui dischi rigidi è diminuito e si esaurirà nei prossimi due mesi. La carenza potrebbe portare alla chiusura di servizi non essenziali, come il cloud gaming, lo streaming di musica e le piattaforme di condivisione video.

Computer dalla Cina: non è così semplice

Se Stati Uniti e Europa stanno applicando le sanzioni economiche, dall’altro capo del mondo Cina e India si sono mantenute neutrali. Ma la difficoltà a importare nuovi computer dalla Cina si fa comunque sentire a causa delle sanzioni internazionali che, anche se indirettamente, colpiscono comunque. Inoltre, anche il valore in picchiata del rublo rende ogni merce più costosa rispetto a un mese fa.

Il Kommersant ha scritto: “Due camion carichi di server di un venditore straniero sono entrati nel paese, ma si rifiutano di consegnarli a causa delle sanzioni internazionali“.

Inoltre, per ironia della sorte, Huawei continuerà a non spedire merce tecnologica in Russia fino al prossimo 26 marzo a causa delle sanzioni statunitensi degli ultimi anni.

La Russia sta valutando alcune opzioni per recuperare spazio di archiviazione tra cui il sequestro dei server nel Paese delle aziende che stanno sospendendo ogni attività sul territorio.

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