SCIENZA

La Nasa ha osservato dall'alto i ghiacciai e qualcosa di preoccupante è emerso

Solo pochi anni fa, la Nasa aveva avvistato il ghiacciaio più grande del mondo: ad una nuova osservazione, si è scoperto che non esiste più. Ecco cos'è successo.

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Qual è l’iceberg più grande del mondo? Gli scienziati lo hanno scoperto solamente qualche anno fa, quando un enorme blocco si è staccato dall’Antartide e ha preso a navigare nell’oceano. Oggi quel ghiacciaio non esiste più: la Nasa ha scattato alcune immagini nel punto in cui avrebbe dovuto trovarsi, e hanno scoperto qualcosa di sorprendente.

Il ghiacciaio più grande del mondo non esiste più

Facciamo un passo indietro. Nel maggio 2021, gli scienziati hanno individuato un immenso iceberg che si era appena staccato dalla piattaforma di ghiaccio antartica chiamata Ronnie Ice Shelf. Si trattava di un blocco gigantesco di oltre 4.300 km quadrati, poco più grande dell’intero Stato americano del Rhode Island: gli esperti, che avevano osservato il suo distacco grazie ad un satellite dell’Agenzia Spaziale Europea, lo avevano ribattezzato A-76A. Cercando di tenerlo sotto controllo mediante immagini satellitari, gli scienziati della Nasa lo hanno fotografato nell’ottobre 2022, scoprendo che misurava circa 135 km di lunghezza e 26 km di larghezza.

L’iceberg, navigando a velocità incredibile – per essere un pezzo di ghiaccio, naturalmente -, aveva raggiunto un tratto dell’oceano chiamato Canale di Drake, conosciuto per le sue potenti correnti. Gli esperti lo hanno soprannominato il “cimitero degli iceberg”, proprio perché le sue acque impetuose spesso non lasciano scampo ai ghiacciai in movimento. E in effetti anche A-76A non è riuscito a sopravvivere al passaggio in questo canale: le immagini della Nasa catturate il 24 maggio 2023 hanno rivelato che l’iceberg più grande del mondo non esiste più. Restano solamente sei frammenti di dimensioni comunque considerevoli, che ora si allontanano l’uno dall’altro nei pressi dell’isola della Georgia del Sud.

I frammenti si trovano a circa 2.400 km dal punto in cui il blocco di ghiaccio si era separato dall’Antartide: “È impressionante pensare che sia navigato così lontano in circa due anni” – ha affermato Christopher Shuma, glaciologo dell’Università del Maryland e del Goddard Space Flight Center della Nasa – “Questo ovviamente ci dice qualcosa sulla forza delle potenti correnti in questa parte dell’oceano Atlantico”. Quale sarà il destino di A-76A (o meglio, dei frammenti che ne rimangono)? Secondo gli esperti, i blocchi di ghiaccio potrebbero rappresentare un problema per l’isola della Georgia del Sud, verso cui si stanno dirigendo.

I pericoli dei frammenti del ghiacciaio

Poco prima della formazione di A-76A, un altro iceberg (che all’epoca era il più grande del mondo) era passato attraverso il Canale di Drake, uscendone squarciato a metà e poi disintegrandosi. Era in rotta di collisione con l’isola della Georgia del Sud, prima che le potenti correnti oceaniche lo distruggessero in frammenti inoffensivi. Tuttavia, il suo scioglimento aveva scaricato nell’oceano circa 1 trilione di tonnellate di acqua dolce. È probabile che A-76A, il quale non ha mai destato preoccupazione in merito ad una possibile collisione con la terraferma, faccia la stessa fine.

L’ecosistema marino attorno all’isola della Georgia del Sud potrebbe dunque venire pesantemente danneggiato da una seconda iniezione di immense quantità di acqua dolce nel giro di pochi anni. E non solo: nel gennaio 2023 un altro iceberg – stavolta delle dimensioni di Londra – si è staccato dalla piattaforma antartica chiamata Brunt Ice Shelf, e secondo gli scienziati potrebbe dirigersi proprio verso il Canale di Drake, da dove rischierebbe di essere catapultato, in frammenti o tutto intero, ancora una volta in direzione dell’isola, mettendo sempre più a rischio l’habitat di numerose specie marine.

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