SCIENZA

Una nuova eccezionale scoperta, tutta italiana, riscrive la storia

Una testina in terracotta della dea Atena in un luogo da sempre attribuito al culto di Giunone: la scoperta nella Valle dei Templi di Agrigento.

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La Valle dei Templi di Agrigento è un luogo che attira ogni anno migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, e non potrebbe essere altrimenti, perché rappresenta appieno lo spirito del mondo greco classico, di cui a lungo la Sicilia è stata culla prediletta. Chi ha mosso i passi tra quei templi e rovine potrà confermarvi la sensazione che suscita e chi, da addetto ai lavori, opera al fine di studiarli e scoprirne di nuovi, sapendo che la sorpresa è dietro l’angolo. Per esempio, proprio recentemente, c’è stato il ritrovamento di una testina di terracotta della dea Atena emersa dallo scavo vicino al Tempio D, attribuito finora alla dea Giunone (Hera, in greco). Una scoperta che riscrive la storia.

Scoperta testa di Atena nella Valle dei Templi di Agrigento

La nuova e inaspettata scoperta si deve a un team di ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa che, con il suo Laboratorio Saet nella Valle dei Templi di Agrigento, sta lavorando alla terza campagna di scavo in Sicilia. Il tutto sotto la supervisione scientifica del professor Gianfranco Adornato, associato di Archeologia classica alla Scuola Normale, e della funzionaria archeologa del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, Maria Concetta Parello.

Gli scavi attualmente si stanno concentrando nell’angolo sud-orientale del Tempio D, quello che finora è sempre stato attribuito alla dea greca Hera (ovvero Giunone, per i romani). E proprio per tale ragione il ritrovamento della testina di terracotta ha dell’incredibile: la divinità raffigurata è Atena e mai prima d’ora era stato rinvenuto un reperto riconducibile alla dea greca della guerra. Una delle figure più affascinanti e amate del pantheon greco, figlia prediletta di Zeus, coraggiosa e potente come poche altre divinità sue pari.

La testina in terracotta, che risale a un periodo compreso tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., rappresenta la dea Atena elmata (cioè con l’elmo) e con al braccio l’egida, un’arma mitica a forma di scudo o corazza ricoperta da pelle di capra e con incisa la testa di Gorgone, elementi che fungevano da protezione contro ogni possibile nemico. Atena è in posa di attacco, con il pugno stretto e pronta a sferrare uno dei suoi colpi imbattibili: la piena rappresentazione della dea guerriera per antonomasia.

La nuova scoperta italiana riscrive la storia

Quel che ha sorpreso gli archeologi non è soltanto il manufatto in sé, ma soprattutto il luogo in cui è stato ritrovato. Una testa della dea Atena a ridosso del luogo sacro che è sempre stato attribuito al culto di Giunone, potrebbe riscrivere completamente la storia del Tempio D per come l’abbiamo conosciuta finora.

Come ha affermato il professor Adornato, “Se supportato da altre evidenze archeologiche, il culto di Atena nel santuario del tempio D sulla Collina meridionale andrà a sostituire definitivamente l’intitolazione del tempio a Hera Lacinia, proposta da Tommaso Fazello nel 1558 nel De Rebus Siculis Decades Duae, primo libro stampato sulla storia della Sicilia, un’attribuzione ancora oggi in uso nella manualistica, ma basata su una fonte letteraria di dubbia interpretazione e non su testimonianze materiali”.

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