SCIENZA

Un nuovo studio lo conferma: si tratta di un predatore unico nel suo genere

Un nuovo studio ribalta le nostre certezze sull'antico e feroce predatore estinto più affascinante: era un animale davvero unico nel suo genere.

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Abbiamo contezza di tantissimi animali preistorici, uno più affascinante e interessante dell’altro. Testimonianze di specie che hanno popolato il Pianeta perfino quando l’Homo sapiens non era neanche contemplato, o di animali che proprio contemporaneamente a esso hanno mosso i primi passi, salvo poi sparire del tutto. A quest’ultimo gruppo appartiene l’American cheetah, meglio conosciuto con il nome comune di “ghepardo americano”, un predatore preistorico che si è estinto oltre diecimila anni fa e del quale oggi un nuovo studio rivela delle novità molto interessanti.

Miracinonyx trumani, nuovo studio sul ghepardo americano

Miracinonyx trumani, questo è il nome scientifico dell’American cheetah, volgarmente conosciuto come “ghepardo americano” preistorico. Un feroce animale che ha popolato le steppe e le praterie del Nord America nel Pleistocene, ben 13.000 anni fa, guadagnandosi a tutti gli effetti il titolo di predatore nord-americano più veloce dell’Era glaciale. E non è mica poco.

Non è difficile comprendere le ragioni per cui il temibile “gatto simile a un ghepardo” estinto continui ad affascinare scienziati e appassionati, ma il nuovo studio pubblicato sulla rivista iScience a cura di un team di ricerca capitanato dal dottor Borja Figueirido, paleontologo dell’Università di Malaga, sembra ribaltare alcune certezze considerate quasi granitiche a proposito dell’antico predatore.

Miracinonyx trumani è imparentato con il puma (Puma concolor) ma è stata documentata una notevole somiglianza morfologica con il ghepardo, presumibilmente come risultato della convergenza evolutiva verso un comportamento predatorio di rapido inseguimento”, si legge nello studio. Eppure esaminando uno scheletro di Miracinonyx trumani recuperato in Wisconsin e confrontandolo con quelli di altri grandi predatori felini viventi (puma, leoni, linci) hanno notato qualcosa di inaspettato.

La verità sull’antico e feroce ghepardo americano preistorico

Tutti son sempre stati concordi nel considerare valida (anzi, quasi scontata) la parentela diretta tra l’antico Miracinonyx trumani e l’attuale ghepardo africano vivente (Acinonyx jubatus). Prima del nuovo studio si pensava che il secondo si fosse evoluto in modo convergente col primo, adattandosi per cacciare prede veloci. Ma adesso cambia tutto.

In prima istanza, gli scienziati si sono concentrati sull’articolazione del gomito dello scheletro di ghepardo americano preistorico: l’omero era di forma ovale e allungato all’estremità più vicina al gomito, perciò le ossa dell’avambraccio erano maggiormente protese in avanti. In poche parole, il Miracinonyx trumani era “progettato” per cacciare le sue prede placcandole e afferrandole come fanno i puma e non inseguendole a velocità, come il ghepardo africano vivente.

“Il caso dei ghepardi è davvero insolito. In pochi secondi possono raggiungere quasi i 100 km orari. Sono le ‘supercar’ della savana. Ma non è il caso del Miracinonyx trumani. Sebbene avesse una maggiore capacità di manipolazione con gli arti anteriori, la sua fisionomia gli impediva di raggiungere una velocità simile a quella del ghepardo vivente. Non era, quindi, un predatore così veloce. (…) Sebbene in apparenza fossero molto simili ai ghepardi moderni, il loro modo di cacciare era più simile a quello di un puma”.

Il team del dottor Figueirido ha approfondito il nuovo studio, analizzando stavolta il calco di un cranio di Miracinonyx trumani e diversi crani di ghepardo africano e altri felini. Anche in questo caso la scoperta è stata confermata. Il cervello del ghepardo americano preistorico era completamente diverso rispetto a quello del ghepardo africano vivente: non era cognitivamente predisposto per il tipico comportamento predatorio dell’inseguimento a velocità estrema.

In definitiva, il Miracinonyx trumani non era un vero ghepardo, piuttosto una via di mezzo tra il ghepardo e il puma, ma molto più vicino a quest’ultimo.

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