SCIENZA

Questo animale completamente cieco si è evoluto in un modo sorprendente

Esiste un animale molto strano che si è evoluto in un modo davvero sorprendente: hanno scoperto che riesce a "vedere" anche al buio.

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Affascinanti e misteriose creature popolano gli abissi e si sono evolute in modi straordinari per sopravvivere ad ambienti ostili e ben diversi a quelli ai quali siamo abituati. E ce n’è una in particolare che, stando a uno studio pubblicato di recente su Proceedings of the Royal Society B., lo ha fatto in modo davvero unico: si tratta di un pesce cieco che ha sviluppato un sistema che gli consente di “vedere” al buio.

Il pesce cieco delle caverne si è evoluto in modo unico

Nelle profondità dell’oceano a ridosso del Messico esiste un sistema molto articolato di grotte e caverne sottomarine. Un luogo unico del quale, appena qualche anno fa, gli scienziati hanno effettuato una vera e propria mappatura, scoprendo non solo che si estende per oltre 300 chilometri ma anche che contiene al suo interno una delle grotte sommerse più grandi del mondo.

Possiamo comprendere che si tratti di un habitat estremo e particolare, nel quale si sono sviluppate ed evolute nel tempo alcune specie marine ben diverse da quelle che vivono più vicino alla superficie. Una di queste è l’Astyanax mexicanus, chiamato volgarmente pesce caverna cieco messicano, che popola un complesso di oltre 30 grotte isolate all’interno delle quali si è adattato, riuscendo a sopravvivere nonostante la totale assenza di luce.

I suo corpo è estremamente sensibile alle vibrazioni, cosa che gli consente di percepire i cambiamenti nelle correnti d’acqua per la navigazione compensando così la sua vista limitata che, in alcuni casi, è del tutto assente. I biologi marini hanno appurato che alcuni di questi esemplari hanno perso completamente gli occhi. I pesci delle caverne sono rari ed è difficile studiarli da vicino, anche perché non si comportano bene in cattività. Ma una biologa marina è riuscita nell’impresa e ha osservato e analizzato dettagliatamente l’A. mexicanus in laboratorio.

Il nuovo studio sull’Astyanax mexicanus

Lo studio della biologa marina Inga Steindal, dell’University College di Londra, è riuscito a far luce (nel vero senso della parola) sul modo in cui l’Astyanax mexicanus si è evoluto nel tempo, adattandosi a un habitat avvolto nell’oscurità.

La maggior parte degli animali che popolano la Terra possiede una sorta di “orologio interno”, il ritmo circadiano, che utilizza i livelli di luce per sincronizzare i corpi con i cicli diurni e notturni del nostro Pianeta. Questo ritmo viene quindi utilizzato per scandire diversi processi biologici che possono influenzare anche il comportamento. Pensiamo ad esempio ai cicli legati all’alimentazione che ci spingono a mangiare, oppure al cambiamento nei livelli di melatonina che determina il nostro ciclo di allerta per la sonnolenza.

Ma il pesce delle caverne no. La dottoressa Steindal ha prelevato alcuni campioni di tessuto da questi esemplari, provenienti da tre grotte distinte, comparandoli ad altri appartenenti a embrioni di antenati di superficie che ancora possiedono gli occhi.

“Il rilevamento della luce non visiva viene mantenuto a un livello cellulare fondamentale”, si legge nello studio, sebbene le cellule dei pesci delle caverne non abbiano risposto in modo così forte come quelle dei pesci di superficie. A fronte di alcune somiglianze tra i pesci delle diverse caverne sottomarine rispetto ai loro “parenti”, i biologi hanno rilevato delle differenze  sostanziali che confermano come le loro mutazioni dell’orologio biologico si siano evolute indipendentemente l’una dall’altra, attraverso diversi meccanismi molecolari.

“Abbiamo fornito la prova che, nonostante siano ‘cieche’, le cellule del pesce caverna cieco messicano possono rilevare la luce e trascinare i loro orologi in un ciclo luce/buio“, ha concluso lo studio.

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