SCIENZA

Raggi marziani avvistati in cielo: è la prima volta che accade

Uno spettacolo unico nel suo genere: Curiosity ha immortalato la presenza di raggi solari nel cielo di Marte, catturando dei riflessi legati al tramonto che ci dicono di più sull'atmosfera del pianeta

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Uno squarcio luminoso che, per diversi secondi, è apparso nel cielo: il rover Curiosity della NASA è riuscito a catturare i raggi solari su Marte, regalando agli scienziati (e agli appassionati) uno spettacolo più unico che raro. Gli scatti del rover sono infatti una vera e propria svolta, perché rappresentano la prima testimonianza della storia concernente la presenza e la visibilità dei raggi del Sole nei cieli del Pianeta Rosso.

Naturalmente, era chiaro che i raggi del Sole arrivassero al pianeta, ma le foto hanno svelato alcune particolarità che possono dirci di più sull’atmosfera di Marte: scattate nel corso della nuova missione di Curiosity, rivelano dettagli sulla sua composizione, sulla sua temperatura e molto altro ancora.

La missione di Curiosity e i raggi solari

Come abbiamo già accennato, i raggi solari su Marte sono stati avvistati nel corso delle nuova missione di Curiosity, che ha come obiettivo primario l’osservazione delle nuvole sul pianeta durante le ore del crepuscolo. In generale, le nuvole marziane destano enorme curiosità e sono oggetto di studio da parte degli scienziati per diverse ragioni: sono rare e la loro formazione è strettamente connessa ai periodi più freddi dell’anno, quando gas densi si sollevano dall’equatore formando degli ammassi cristallizzati che si muovono nel cielo.

Nelle ore del tramonto, però, le nuvole sembrano “comportarsi” in modo molto particolare su Marte: luccicano, creando un effetto ottico di grande impatto ed emanando bagliori di diversa entità. Per questa ragione, gli scienziati le hanno ribattezzate nubi nottilucenti: solo adesso, però, è chiaro che questa estrema luminosità è dovuta ai raggi del sole, che rifrangendosi contro l’atmosfera del pianeta incontrano le nuvole marziane e creano degli squarci nel cielo notturno.

Le nubi nottilucenti e i raggi crepuscolari

Nelle ultime immagini raccolte dal rover Curiosity, i raggi crepuscolari illuminano un banco di nubi nottilucenti. È interessante sapere, però, che le nuvole presenti negli ultimi scatti di Curiosity sono diverse dalle altre nuvole marziane che di solito si librano sopra il Pianeta Rosso. Le normali nuvole marziane (ivi comprese quelle nottilucenti) si trovano a un’altitudine non superiore a 59 chilometri, mentre queste nuvole sono molto più in alto, dove il cielo sopra Marte è particolarmente freddo.

Questo dato, insieme alla loro straordinaria luminosità, ha fatto sì che gli scienziati capissero qual è l’elemento chimico che le compone (almeno in maniera prevalente): l’anidride carbonica che, congelandosi, forma ciò che conosciamo comunemente con il nome di ghiaccio secco. «Nei punti in cui l’iridescenza è più evidente – ha commentato Mark Lemmon, scienziato dello Space Science Institute che partecipa allo studio sulle nuvole marziane – le particelle di anidride carbonica si muovono, variano e si evolvono, reagendo all’atmosfera, che è evidentemente mutevole in quel punto».

L’atmosfera di Marte e i suoi misteri

Saperne di più sull’atmosfera di Marte è essenziale, perché si tratta di un elemento peculiare e ancora molto misterioso del Pianeta Rosso. A oggi, sappiamo che a causa della bassa gravità del pianeta, l’atmosfera marziana è estremamente rarefatta e priva dei gas più leggeri. Appare, però, ricca di polveri (sono quelle che conferiscono al pianeta il suo particolare colore) ed è estremamente variabile in base al ciclo delle stagioni.

La variabilità stagionale può essere davvero significativa, ed è qui che entra in gioco lo studio delle nuvole: prendendole in analisi, Curiosity fornisce agli scienziati informazioni vitali sul meteo marziano, sulla mutevolezza degli elementi chimici che si muovono nell’aria durante i mesi e sull’impatto dei venti che passano sulla superficie del pianeta.

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