SCIENZA

Rivoluzione mondo auto: arrivano le nuove batterie

Le batterie agli ioni di sodio rappresentano il futuro del settore automotive, con un boom di richieste che è sempre più evidente

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L’innegabile capacità di immagazzinare tanta energia e il rischio praticamente nullo di infiammabilità. Sono questi i due vantaggi che di solito vengono associati alle batterie agli ioni di sodio, una frontiera che desta grande attenzione nel mondo automotive. Sono gettonate anche per il fatto di essere economiche e perché possono funzionare a temperature basse.

Fino a non molto tempo fa erano scarsamente utilizzate per via di due “difetti”, vale a dire la breve durata e la scarsa densità dal punto di vista energetico. Ora invece si sta registrando un vero e proprio boom di richieste grazie a un produttore che sta diventando progressivamente noto in ogni nazionale del globo.

Lo stabilimento produttivo di batterie agli ioni di sodio

L’azienda in questione si chiama Hina Battery, ormai specializzata in batterie agli ioni di sodio che vengono proposte in tre formati diversi: due sono infatti prismatici e il terzo è cilindrico. L’accelerata si è registrata anche e soprattutto in seguito al termine dei lavori per il nuovo stabilimento produttivo di Ganzhou, in Cina. Si tratta di un impianto a dir poco massiccio, la cui capacità annua dovrebbe aggirarsi attorno ai 30 gigawattora. Le linee produttive sono ora interamente dedicate alle batterie agli ioni di sodio e i tempi sembrano molto stretti per quel che riguarda la produzione di massa.

A giugno dovrebbe esserci questo debutto tanto atteso, con una serie di attività dedicate alle stesse batterie agli ioni di sodio, anche se per il momento l’interesse può sembrare limitato alla sola Cina. Un grande interesse nei confronti delle batterie in questione è stato mostrato, ad esempio, da BYD, ma il numero di marchi (anche in altri continenti, non soltanto quello asiatico) è destinato ad aumentare velocemente. Gli ioni di sodio sono ormai in rampa di lancio soprattutto dopo la risoluzione di una delle situazioni che creava più problemi, l’indebolimento troppo veloce dell’energia.

I miglioramenti delle batterie agli ioni di sodio

Alcuni ricercatori hanno sostituito la tipica soluzione liquida e la tipologia di sale che viene impiegata per dar vita a una composizione di elettroliti nuova di zecca. Le batterie di questo tipo hanno subito presentato un innegabile vantaggio: la pellicola protettiva dell’anodo (l’estremità negativa per intenderci) è diventata più robusta e resistente, di conseguenza la durata della batteria agli ioni di sodio è aumentata insieme a un passaggio più semplice degli ioni. Inoltre, è stato creato uno strato protettivo molto sottile anche in corrispondenza del catodo, il polo positivo, con il risultato che le batterie sono diventate molto più stabili.

Sono pochi anni che le aziende presentano le loro batterie agli ioni di sodio. La prima generazione in assoluto risale al 2021, dunque appena un biennio fa, con la società cinese CATL (Contemporary Amperex Technology Co. Limited) in prima linea. L’azienda asiatica ha fatto sapere in tempi non sospetti come il 2023 sarebbe stato l’anno decisivo per creare una catena di fornitura per la nuova tecnologia. Gli Stati Uniti non sono comunque da meno, come ben dimostrato da un progetto di produzione che vede il coinvolgimento di due compagnie, la Natron Energy e la Clarios: in questo caso, oltre agli ioni di sodio, non verranno messi in secondo piano quelli di di litio.

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