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Cosa vuol dire che Samsung ha iniziato a produrre i chip a 3 nm

Samsung ha ufficializzato il suo nuovo successo tecnologico, ma l'esperienza insegna ad essere prudenti e ad aspettare i primi chip prima di cantar vittoria

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Fonte: Samsung

Pochi giorni fa Samsung ha ufficializzato una notizia per addetti ai lavori, che però potrebbe impattare sulle vite e sulle tasche di tutti gli appassionati di tecnologia: il gigante coreano ha iniziato a produrre chip con il processo produttivo a 3 nm e con architettura “Multi-Bridge-Channel FET” (MBCFET).

Quello dei 3 nanometri era il passo successivo rispetto ai 4 nanometri attualmente usati da Samsung stessa e da TSMC per produrre i principali chip per smartphone top di gamma: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1, MediaTek Dimensity 9000 e le rispettive versioni “plus“. Anche TSMC sta puntando a raggiungere la stessa tecnologia e, anzi, era previsto che ci arrivasse persino prima di Samsung. I problemi di eccessivo consumo (e conseguente surriscaldamento) mostrati da Samsung (e in modo minore anche da TSMC) nella produzione dei nuovi chip di Qualcomm a 4 nm, però, devono aver dato un colpo di acceleratore a questa transizione.

Nuovi chip a 3 nm: i vantaggi

Samsung parte subito con le promesse, tra l’altro grosse: il nuovo processo a 3 nm riduce i consumi del 45%, migliora le performance del 5% e riduce la superficie dei chip del 16%. Ma già Samsung annuncia i vantaggi persino della seconda generazione a 3 nm: consumi -50%, performance +30% e superficie -35%. Poi, però, precisa: rispetto alla tecnologia a 5 nm, che è quella di due anni fa.

Sempre subito Samsung precisa anche che il nuovo processo produttivo usa l’architettura MBCFET e non quella FinFET. E’ la prima volta che Samsung usa questa tecnologia, quindi ogni dato dichiarato andrà accuratamente pesato.

Un tempo, infatti, i vantaggi di “abbassare i nanometri” dei processi produttivi erano assolutamente prevedibili e certi: meno nanometri, più prestazioni massime teoriche, con meno consumo e con dimensioni dei chip inferiori. Da qualche anno, però, non è più così semplice perché ci stiamo probabilmente avvicinando al limite fisico teorico oltre il quale, se si scende ancora coi nanometri, i problemi aumentano invece di diminuire.

Nuovi chip a 3 nm: quando arrivano

Secondo quanto riportato da Business Korea, Samsung ha già iniziato la produzione di chip a 3 nm negli stabilimenti sudcoreani di Pyeongtaek e di Hwaseong. La stessa Samsung ha promesso che questa tecnologia sarà usata anche nella nuova fabbrica da 17 miliardi di dollari in Texas (la cui apertura è prevista per il 2024).

L’azienda di Seoul non ha dichiarato ufficialmente quando vedremo i primi chip per smartphone a 3 nm, ma si è limitata a dire che già da fine 2021 ha lavorato fianco a fianco con i partner Ansys, Cadence, Siemens e Synopsys, che la hanno aiutata a raggiungere prima e meglio il traguardo.

L’azienda ha anche detto che sta iniziando la produzione di chip per il computing ad alte performance e bassi consumi e che, solo dopo, porterà il processo a 3 nm nel mondo dei chip per smartphone. Non è affatto detto, quindi, che il primo SoC per telefoni prodotto a 3 nm da Samsung arrivi prima di metà 2023. Forse persino dopo.

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