SCIENZA

Grande traguardo per la scienza: qual è il numero dei nuovi mondi

I nuovi mondi del nostro sistema solare sono in numero crescente, come confermato dalla NASA, che ha provveduto ad aggiornare il suo archivio

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Fonte: NASA

Il mondo non si è fermato mai un momento, come cantava Jimmy Fontana tanti anni fa, ma il nostro non è l’unico da tenere in considerazione. Stando a quanto dichiarato dall’agenzia spaziale NASA in questi ultimi giorni, i nuovi mondi confermati e certi nel sistema solare sono oltre 5mila. Si tratta di un conteggio che viene aggiornato di continuo e, ultimamente, sono stati aggiunti 65 esopianeti all’archivio di quelli della stessa NASA.

È un traguardo scientifico di grande rilievo, ottenuto sfruttando metodi molto diversi per il rilevamento, ma anche revisionando una serie di articoli scientifici in materia. Che cosa significa esattamente l’esistenza di tutti questi oggetti celesti?

I nuovi mondi sono davvero tantissimi, ma il numero appena menzionato non è semplicemente una cifra, come ha voluto sottolineare il responsabile dell’archivio della NASA, Jessie Christiansen. Ogni esopianeta viene considerato qualcosa di emozionante e tutto da scoprire, visto che non se ne sa praticamente nulla, nonostante la possibilità concreta che non sia nemmeno vivibile.

Il periodo attuale è uno dei migliori per quanto riguarda la scoperta di nuovi mondi, tenendo conto del fatto che si sta parlando di qualcosa di molto recente. Il cinema ha spesso proposto la tematica in tempi non sospetti, mentre le prime scoperte risalgono soltanto agli anni Novanta del secolo scorso.

Un fascino innegabile

Gli esopianeti dell’archivio americano non sono altro che pianeti diversi da tutto quello che si trova nel sistema solare. Ci sono, ad esempio, nuovi mondi prevalentemente rocciosi e di dimensioni superiori a quelle della Terra (tanto da meritare il soprannome di “Super Terre”), mentre altri riescono addirittura a far impallidire il pianeta più grande del nostro sistema solare, Giove.

L’elenco comprende davvero di tutto: in particolare, gli scienziati sono rimasti affascinati dagli esopianeti che orbitano attorno a più di una stella, oltre a quelli che lo fanno attorno alle cosiddette nane bianche. La loro superficie potrebbe essere “rimossa” in futuro grazie ad appositi strumenti, intanto si conoscono alcune caratteristiche.

Tante caratteristiche diverse

Circa un terzo di questi nuovi mondi non è altro che una formazione gassosa, un altro 31% è caratterizzato dalle già citate Super Terre, senza dimenticare il 35% del totale, che presenta delle somiglianze importanti con Nettuno. I pianeti rocciosi, non diversi dalla Terra o da Marte, sono invece appena il 4%, dunque un’autentica rarità. D’altronde non ci si stupisce più di nulla, come avvenuto di recente quando è stata accertata la presenza di due mondi alieni con orbite perpendicolari. Ogni scoperta è stata resa possibile da un numero altrettanto impressionante di telescopi sempre più sofisticati. Si possono citare lo Spitzer Space Telescope, il Kepler Space Telescope e il Transiting Exoplanet Survey Satellite. Basta fare qualche calcolo per capire come l’aggiornamento dell’archivio sia stato rapidissimo.

Christiansen si è laureato all’inizio degli anni 2000 e in quel periodo gli esopianeti conosciuti erano soltanto 100. Oggi, a distanza di due decenni, si è arrivati agli oltre 5mila nuovi mondi, i quali sono diventati quasi una routine per gli scienziati. Le ultime aggiunte, i 65 esopianeti di scoperta più recente, sono sostanzialmente Super Terre, pianeti “caldi” grandi come Giove e “miniature” di Nettuno. Tra i mondi, poi, ce n’è persino uno che corrisponde a un sistema con 5 pianeti in orbita attorno a una piccola nana rossa. L’impressione è che siamo soltanto all’inizio e che il futuro riserverà novità interessanti.

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