SCIENZA

Qualcosa sta mettendo seriamente a rischio la vita degli orsi polari

Una nuova ricerca ha messo in luce un problema molto serio che riguarda gli orsi polari dell'Artico: non riescono ad adattarsi al cambiamento climatico

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Un nuovo studio ha messo in luce un problema molto serio che riguarda gli orsi polari. La velocità alla quale l’Artide si sta riscaldando con la conseguente accelerazione dello scioglimento dei ghiacci sta mettendo fortemente a rischio questi esemplari che, durante l’anno, tendenzialmente si spostano sulle banchise per procacciarsi il cibo. In estate sono costretti a spostarsi, invece, sulla terraferma ma è qui che arriva l’ostacolo più grande: non riescono ad accumulare scorte sufficienti di grasso per sopravvivere alle estati sempre più lunghe.

Il nuovo preoccupante studio sugli orsi polari

Il nuovo studio dal titolo Polar bear energetic and behavioral strategies on land with implications for surviving the ice-free period è stato pubblicato su Nature Communications e realizzato con il sostegno della National Science Foundation, dell’Environment and Climate Change Canada, dell’US Geological Survey, dell’US Fish and Wildlife Service, della San Diego Zoo Wildlife Alliance, della Detroit Zoological Association, di Polar Bears International, dell’US Bureau of Land Management e dello Stato di Washington.

I ricercatori hanno osservato da vicino 20 orsi polari durante tre settimane estive, quelle in cui le temperature raggiungevano il livello più alto rispetto al resto dell’anno. Da quest’osservazione hanno potuto appurare che gli orsi hanno attuato diverse strategie per provare a mantenere le riserve energetiche ma senza ottenere dei buoni risultati: hanno perso peso rapidamente, circa 1 kg ogni giorno.

Queste osservazioni hanno dimostrato che le ipotesi sulle possibili strategie di sopravvivenza degli orsi polari alla stagione senza ghiacci – sempre più lunghe a causa del riscaldamento globale – sono errate. Si era ipotizzato, ad esempio, che potessero adattarsi comportandosi come i “cugini” grizzly, ovvero adottando il letargo o cibandosi di prede cacciate sulla terraferma. Ma gli esemplari coinvolti nello studio hanno fallito entrambe le strategie.

“Nessuna delle due strategie consentirà agli orsi polari di sopravvivere sulla terraferma oltre un certo periodo di tempo. Anche gli orsi che cercavano cibo hanno perso peso allo stesso ritmo di quelli che si sdraiavano – ha affermato Charles Robbins, direttore del Bear Center della Washington State University e coautore dello studio -. Gli orsi polari non sono orsi grizzly che indossano il mantello bianco. Sono molto, molto diversi”.

Gli orsi polari non riescono ad adattarsi al cambiamento climatico

Gli orsi polari maschi adulti possono raggiungere i 3 metri di lunghezza e pesare 680 kg e sono decisamente più grandi rispetto agli orsi grizzly. Di conseguenza per mantenere questa enorme massa corporea fanno affidamento su scorte energetiche più consistenti, principalmente il grasso delle foche che catturano sul ghiaccio.

Quando in estate le temperature si alzano e i ghiacci si sciolgono, gli esemplari sono costretti ad andare sulla terraferma ed è su questo lasso di tempo che si è concentrata la ricerca. Gli scienziati hanno utilizzato dei collari con videocamere e GPS per monitorare gli orsi polari che trascorrevano l’estate nella regione occidentale della Baia di Hudson a Manitoba, in Canada, per osservare cosa mangiavano e come si comportavano in assenza delle loro prede predilette, ovvero le foche.

“Abbiamo riscontrato una reale diversità di comportamenti degli orsi e, di conseguenza, abbiamo osservato una vasta gamma di dispendi energetici”, ha affermato l’autore principale dello studio Anthony Pagano, biologo ricercatore della fauna selvatica presso il programma di ricerca sugli orsi polari del Geological Survey degli Stati Uniti. Alcuni esemplari si limitavano a sdraiarsi per risparmiare energia, bruciando calorie a ritmi simili a quelli di un letargo, mentre altri cercavano attivamente cibo consumando carcasse di uccelli e caribù e talvolta bacche, alghe ed erbe.

Ma tutto questo non ha apportato sufficienti benefici dal punto di vista energetico, tanto che tre degli orsi polari monitorati si sono avventurati nella baia nuotando per diversi chilometri per cacciare delle prede ma fallendo la missione, non riuscendo cioè a portarle sulla terraferma per consumarle.

Gli orsi polari nell’Artico rischiano di morire di fame

Lo studio si è concentrato sugli orsi polari che vivono nella Baia di Hudson, dove il riscaldamento climatico probabilmente sta colpendo a un ritmo più rapido rispetto ad altre regioni artiche. Lo dimostra il fatto che dal 1987 l’intera popolazione è diminuita di circa il 30% e, secondo la nuova ricerca, potrebbe ulteriormente accelerare questo processo. Gli orsi polari rischiano seriamente di morire di fame se le estati si allungano e con esse anche l’assenza di ghiacci.

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