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Dal 1 gennaio 2021 gli smartphone non avranno più la radio FM

Brutte notizie per tutti i possessori di smartphone: dal 1 gennaio 2021 la radio FM verrà disabilitata e si potrà usare solo lo streaming, in attesa di cambiare smartphone.

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Fonte: rh2010 - stock.adobe.com

La radio è morta, anzi no: dal primo gennaio 2021 tutti gli apparecchi elettronici consumer che possono essere usati per ricevere il segnale radiofonico FM, cioè anche gli smartphone, non potranno più tenere attivo il ricevitore FM per legge.

Per la precisione, in ottemperanza alla legge 205 del 2017. Addio alla radio sugli smartphone, quindi? Non esattamente perché la stessa legge impone anche che gli smartphone di nuova produzione siano in grado di ricevere la radio digitale, in standard DAB e BAB+. Il problema, però, è per gli smartphone già in commercio che non hanno un modulo di ricezione della radio digitale, ma solo quello per il segnale analogico FM: che succederà a questi smartphone? Li potremo ancora usare per ascoltare la radio? La risposta ce la mostra Samsung, che ha già aggiornato il suo primo smartphone per “metterlo a norma”.

Che succede alla radio FM del cellulare il 1 gennaio

Samsung ha già spento la radio FM al suo smartphone Galaxy A50, con un semplice aggiornamento software. In questo modo l’azienda inizia a mettersi in regola con la legge, ma gli utenti restano senza una funzionalità per la quale hanno pagato.

A breve su tutti gli smartphone, di Samsung e di tutti gli altri produttori, verranno spenti i moduli radio e gli utenti affezionati a questa funzionalità non potranno che cambiare smartphone comprandone uno più nuovo, dotato di sintonizzatore DAB. La brutta notizia è che di smartphone con sintonizzatore radio digitali ce ne sono ben pochi.

Come continuare ad ascoltare la radio sullo smartphone

Chi non può o non vuole cambiare smartphone, ma non riesce a rinunciare all’ascolto della cara vecchia radio ha due sole opzioni: bloccare gli aggiornamenti software del cellulare (tutti), oppure ascoltare la radio in streaming tramite app. Tutte le radio nazionali hanno una app, molte di quelle regionali e locali anche.

Bloccare gli aggiornamenti è sconsigliatissimo, perché ogni aggiornamento contiene quasi sempre anche delle patch di sicurezza che vanno a tappare qualche falla scoperta di recente. Passare allo streaming, dall’altro lato, non è il massimo perché consuma un bel po’ di dati dal piano telefonico.

A dire il vero, però, non tutte le radio in streaming consumano la stessa quantità di dati: dipende molto dal CODEC adottato e da come è configurato. Maggiore è la qualità di riproduzione e maggiore è la quantità di dati trasmessi (e consumati). In alcuni casi è possibile settare a piacimento il bitrate, per scegliere il proprio compromesso tra consumo di dati e qualità d’ascolto.

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