SCIENZA

Una pioggia di luci nel cielo di aprile: cosa sta succedendo?

Le Liridi rappresentano una pioggia di meteoriti davvero spettacolare che dà il meglio di sé nel mese di aprile: la sua storia è affascinante

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È il primo sciame meteorico di cui si abbia conoscenza, almeno dal punto di vista delle osservazioni astronomiche: le Liridi non rappresentano una semplice pioggia di meteoriti, ma la più antica in assoluto, visto che è datata quasi 3mila anni fa. Proprio in questo mese di aprile, il fenomeno sta dando spettacolo, con picchi a dir poco emozionanti.

Si sta parlando di uno sciame che è in grado di far brillare il cielo notturno con 15 meteore l’ora, più precisamente quando le condizioni di visibilità vengono considerate ideali (in assenza di nuvole dunque). La cadenza periodica è sempre la stessa, la metà del secondo mese primaverile, in corrispondenza di una posizione ben precisa della Terra.

Una spettacolare pioggia di meteore

Il picco principale della pioggia di meteoriti è stato registrato lo scorso 23 aprile, dunque appena due giorni fa. Tutto si verifica nel momento in cui il nostro pianeta ha un “incontro ravvicinato” con la scia di detriti che viene puntualmente lasciata da una cometa. Quest’ultima è nota con un nome piuttosto complicato, C/1861 G1 Thatcher: l’oggetto celeste si comporta allo stesso modo con Saturno, ma nel caso della Terra i frammenti della cometa si bruciano quando entrano in contatto con l’atmosfera. A quel punto, la pioggia di stelle cadenti diventa inevitabile.

Il nome dello sciame meteorico non è casuale. Si fa riferimento alle Liridi perché la pioggia di meteoriti sembra partire dalla costellazione della Lira, nell’emisfero nord del cielo, facilmente rintracciabile grazie alla stella Vega. La caratteristica principale di questo evento è la sua imprevedibilità. Come già precisato, la prima osservazione assoluta avvenne in Cina, con documenti ancora oggi consultabili in cui si parla proprio delle meteore. Una delle testimonianze più interessanti in questo senso è quella di un vescovo di nazionalità francese, tale Gregorio di Tours. Di che cosa si accorse il prelato e soprattutto in quale momento storico?

Un’antica testimonianza sulla pioggia di meteore

Era il 582 dopo Cristo e Gregorio parlò chiaramente di un “cielo in fiamme” nella città in cui si trovava in quel periodo, vale a dire Soisson (poco a nord di Parigi). Un altro documento eccezionale è un articolo di giornale pubblicato negli Stati Uniti nel 1803. La Virginia Gazette, infatti, parlò chiaramente della pioggia di meteoriti, tanto da far temere la caduta improvvisa dal cielo di tanti razzi fuori controllo. Uno degli ultimi eventi registrati dal punto di vista temporale risale al 1982, con una media di 75 meteore l’ora. Il fatto che sia imprevedibile dipende dal comportamento della cometa a cui si è fatto riferimento in precedenza.

La C/1861 G1 Thatcher viene considerata appunto una cometa di lungo periodo e la sua orbita è stata calcolata in 415 anni. Il suo passaggio è avvenuto a circa 50 milioni di chilometri dal nostro pianeta nel 1861, lo stesso anno in cui è arrivata per l’ultima volta al perielio (la minima distanza tra due oggetti nel Cosmo). Grazie a un semplice calcolo, si scopre dunque che la cometa stessa tornerà dalle nostre parti verso il 2283. È il corpo principale della pioggia di meteore, ma la scia continua e continuerà a farsi notare nei nostri cieli ancora a lungo.

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