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Dell'acqua è sfuggita dall'atmosfera terrestre: dov'è finita Fonte foto: iStock
SCIENZA

Dell'acqua è sfuggita dall'atmosfera terrestre: dov'è finita

Ioni di idrogeno e ossigeno scappano dalla coda della magnetosfera terrestre e cadono sulla superficie della Luna, che cinque giorni al mese passa proprio di lì

Tutti gli scienziati la cercano, perché sarebbe la prova che la vita lassù è possibile: stiamo parlando dell’acqua sulla Luna, che al momento non abbiamo ancora trovato allo stato liquido – ma abbiamo fondate ipotesi che possa esistere in forma di ghiaccio.

Ora c’è una nuova ipotesi: che l’acqua sia scappata dalla Terra e sia finita sul nostro satellite.

La fuga dell’acqua

Che sulla Luna ci siano molecole di acqua è ormai assodato, ma come ci sono arrivate? È probabile che le collisioni con asteroidi e comete ne abbiano prodotta una parte – è anche la teoria di come l’acqua sia arrivata sulla Terra –  insieme al vento solare, ma un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports suggerisce un’altra fonte: l’atmosfera terrestre.

Gli ioni di idrogeno e ossigeno che "scappano" dall’atmosfera superiore del nostro pianeta e poi si combinano tra di loro sulla Luna potrebbero aver creato fino a 3.500 chilometri cubi di permafrost superficiale o acqua liquida sotterranea, secondo gli scienziati dell’Università dell’Alaska. Si troverebbero soprattutto ai due poli. Sono stime probabilmente al ribasso, che considerano la quantità minima di acqua che può scappare dall’atmosfera terrestre.

Gunther Kletetschka, che conduce lo studio insieme ai suoi colleghi, suggerisce che gli ioni di idrogeno e ossigeno sono spinti sulla Luna quando il nostro satellite passa attraverso la coda della magnetosfera terrestre. Si tratta della bolla a forma di goccia fatta dal campo magnetico terrestre, che scherma il pianeta dalle particelle cariche che vengono dal Sole. La Luna la attraversa in cinque dei 30 o 31 giorni che dura il suo viaggio mensile intorno al nostro pianeta.

Recenti misurazioni fatte da più agenzie spaziali, tra cui NASA, ESA (Agenzia Spaziale Europea), JAXA (dal Giappone) e ISRO (dall’India), hanno contato un numero significativo di ioni che formano acqua presenti durante il transito della Luna attraverso la coda della magnetosfera.

La presenza del nostro satellite in quel punto della magnetosfera influisce temporaneamente su alcune delle linee del campo magnetico terrestre – quelle che sono rotte e che si diramano nello spazio per molte migliaia di chilometri – e in particolare le "aggiusta", ricollegandole alla Terra.

Quando questo succede, gli ioni di idrogeno e ossigeno che erano sfuggiti alla Terra si precipitano verso quelle linee di campo ricollegate e vengono "sparati" di nuovo sul nostro pianeta. Gli autori dello studio ipotizzano che molti di questi ioni di ritorno colpiscano la Luna che si trova lì in mezzo e che non ha una magnetosfera propria per respingerli.

Sul satellite gli ioni poi si combinano per formare il permafrost lunare, e alcuni sono spinti sotto la superficie, dove esistono come acqua liquida.

Il progetto Artemis

Trovare l’acqua sulla Luna è la chiave del progetto Artemis della NASA, che prevede una presenza umana a lungo termine sul nostro satellite. L’agenzia spaziale statunitense prevede di rimandare l’uomo sulla Luna già in questo decennio: abbiamo già una data per la prima partenza.

Per farlo c’è bisogno di un campo base: il team che ha progettato Artemis prevede di costruirlo sul Polo Sud della Luna, dove potrebbero trovarsi gli ioni d’acqua originari della Terra di cui parlavamo.

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