uomo controlla fatture Fonte foto: Shutterstock
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Codice destinatario SDI: quello “ufficiale” è solamente uno

Anche se è possibile richiedere tanti codici destinatario per la fattura elettronica, sul sito dell’Agenzia delle Entrate se ne può registrare solo uno

Numeri e statistiche non mentono: al netto di una partenza un po’ frenata, la fattura elettronica ha già conquistato professionisti e aziende italiane. Dal 1 gennaio 2019, quando è stata introdotta l’obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati, al 30 giugno 2019 sono state inviati 920 milioni di documenti fiscali. A questo si uniscono le reazioni positive di professionisti e aziende, più che soddisfatti sia sul fronte organizzativo (meno burocrazia) sia economico (pagamenti più veloci).

Nonostante ciò, restano ancora alcuni dubbi sul funzionamento di alcuni elementi della fattura elettronica. Molti, ad esempio, non sanno quanti codice destinatario SDI si possono richiedere e quale utilizzare nel caso in cui ne sia presente più di uno. La situazione, però, è meno complessa di quello che sembra: l’Agenzia delle Entrate, infatti, fornisce indicazioni precise. Basterà rispettarle per non commettere errori.

Scegliendo di “farsi aiutare” da una piattaforma amministrativo-gestionale completa come Libero SiFattura si potrà generare un codice SDI univoco al quale ricevere, in maniera veloce e automatica, tutte le fatture della nostra attività.

Quanti codici destinatario SDI si possono richiedere

Teoricamente, non c’è un limite al numero di codici destinatario SDI che possono essere richiesti e utilizzati. Il Sistema di Interscambio, infatti, genera tanti codici quanti ne vengono richiesti dai soggetti autorizzati ai quali ci si rivolge. Volendo, ad esempio, si può generare un codice per ogni fattura elettronica che si deve emettere, ma questo processo creerà non poca confusione.

La soluzione ideale è quella di registrare il codice destinatario che consideriamo “principale” all’interno del portale dell’Agenzia delle Entrate e legarlo alla partita IVA dell’azienda o della nostra attività professionale. In questo, tutte le fatture che avranno come indirizzo “0000000” saranno automaticamente reindirizzate verso il nostro “casellario” fiscale. C’è da dire, inoltre, che tutte le fatture saranno consultabili dall’area personale a cui accedere con le proprie credenziali Entratel / Fisconline.

Come gestire le fatture elettroniche in arrivo con Libero SiFattura

Un altro modo, più semplice e immediato, passa dall’utilizzo di una piattaforma gestionale che consente di avere sotto controllo sia il lato amministrativo-fiscale dell’azienda, sia quello prettamente economico. Con Libero SiFattura, ad esempio, si potrà generare un codice destinatario SDI da utilizzare per la ricezione delle fatture e legarlo alla nostra partita IVA.

Questa, però, è solo una delle funzionalità della piattaforma Italiaonline. Con Libero SiFattura si potranno creare fatture personalizzate, scegliendo uno dei layout disponibili e aggiungendo il proprio logo. Inoltre, dalla piattaforma sarà possibile automatizzare l’invio delle fatture ricorrenti e tenere traccia dei documenti saldati e di quelli ancora da saldare. In questo modo si potrà controllare il flusso cassa, avendo un’idea dell’andamento finanziario dell’attività o dell’azienda.

Il tutto a un costo contenuto. Il piano SiFattura Basic, gratuito, è l’ideale per le partite IVA al regime dei minimi; il piano SiFattura Lite, con un costo di 19 euro+IVA per il primo anno, è l’ideale per i liberi professionisti e le micro imprese; il piano SiFattura Pro, dal costo di 39 euro+IVA per il primo anno, aggiunge funzionalità avanzate che lo rendono perfetto per le medie e grandi imprese.

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