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Il rapporto UFO della NASA: la verità sulle prove di "origine extraterrestre"

Gli alieni esistono davvero e abbiamo trovato prove della loro origine extraterrestre? La NASA fa chiarezza sulla questione UFO: ecco il rapporto ufficiale.

Ufo in cielo Fonte foto: 123RF

Uno dei fenomeni più misteriosi del nostro pianeta è quello degli UFO (“Unidentified Flying Object”, ovvero “oggetti volanti non identificati”): ne sono stati avvistati a centinaia in ogni angolo del mondo, e fino ad oggi non è mai stato possibile dare una risposta soddisfacente sulla loro origine. Sono dunque la prova dell’esistenza degli alieni? Per la prima volta, la NASA ha deciso di fare luce sulla questione. Scopriamo che cosa ci rivela il rapporto UFO dell’Agenzia governativa statunitense.

Il rapporto UFO della NASA

Come prima cosa, facciamo chiarezza sulla terminologia: se finora abbiamo sempre utilizzato l’acronimo UFO per indicare quei bizzarri oggetti di provenienza forse extraterrestre, ora si preferisce parlare di UAP (“Unidentified Anomalous Phenomena”, ovvero “fenomeni anomali non identificati”). In questo modo, in effetti, si possono includere non solamente gli eventuali corpi volanti avvistati in cielo, ma anche oggetti in acqua o nello spazio. Nel 2022, la NASA ha ingaggiato un gruppo di esperti indipendenti per capire in che modo raccogliere e analizzare i dati sui fenomeni extraterresti.

È nato così un team di ricercatori che, finalmente, ha stilato il rapporto UFO per tentare di spiegare a quale punto è l’indagine sugli oggetti non identificati. “Il risultato principale dello studio è che c’è ancora molto da imparare. La NASA non ha trovato alcuna prova del fatto che gli UAP abbiano un’origine extraterrestre, ma non sappiamo ancora cosa siano” – ha spiegato Bill Nelson, amministratore dell’Agenzia governativa, nel corso di una conferenza stampa. Il problema principale è proprio la raccolta dei dati, che ancora oggi sono molto scarsi.

Sebbene di avvistamenti ce ne siano stati tantissimi in tutto il mondo, di solito sono fenomeni imprevedibili e di breve durata, quindi molto difficili da documentare. Le poche testimonianze foto o video che sono state conservate negli anni non sono sufficienti a fare chiarezza sul mistero degli UFO, anche perché spesso non vengono condivise: “Useremo l’esperienza della NASA per collaborare con altre agenzie e indagare sugli UAP” – ha fatto sapere Nelson, puntando quindi alla trasparenza nella comunicazione dei dati.

Il mistero degli “alieni”

Cosa sappiamo invece sugli alieni? Sono passati quasi 80 anni dal famosissimo incidente di Roswell, quando nell’omonima località statunitense un misterioso oggetto si è schiantato al suolo: quell’avvenimento, che in molti hanno creduto potesse essere la prima prova tangibile dell’esistenza degli extraterrestri, è sempre rimasto avvolto nel mistero. Si dice che dalla “navicella” precipitata a terra siano stati estratti dei corpi, ma mai nessuno ha confermato quella che oggi è una delle teorie più affascinanti sull’esistenza degli alieni.

Il rapporto UFO della NASA non fa quasi cenno a viaggiatori provenienti da mondi molto lontani, limitandosi a parlare di come l’obiettivo degli astronomi sia quello di trovare altri pianeti (oltre alla Terra, ovviamente) che possano portare tracce di vita. Nel corso della conferenza, tuttavia, il presidente del rapporto David Spergel ha fatto cenno al recente episodio accaduto in Perù, dove sono stati trovati due corpi “alieni” con teste allungate e tre sole dita per mano: “Non conosciamo la natura di questi campioni, ho visto solo qualcosa su Twitter”.