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Nelle acque più remote della Terra hanno trovato degli strani "mostri" marini

Zanne lunghe, strane pinne e perfino pelli luminescenti: i "mostri" scoperti nelle profondità dell'Oceano sono quanto di più incredibile mai visto finora.

L’hanno definita una "completa tabula rasa" e lo dimostra proprio l’ultima, incredibile scoperta. Un team di scienziati ha esplorato per la prima volta le profonde acque intorno alle Isole Cocos, una porzione di Oceano Indiano in cui ancora nessuno si era mai addentrato. Gigantesche montagne sottomarine, luoghi che sembrano usciti da un film di fantascienza e non solo. Il team ha trovato anche delle creature che mai si erano viste prima d’ora: bocche ricoperte di zanne, gusci molli e viscidi e pelli scintillanti. I "mostri" degli abissi esistono e oggi ne abbiamo le prove.

Strane creature marine nelle profondità dell’Oceano

Uno dei motivi che negli ultimi mesi ha spinto gli scienziati a recarsi nelle acque delle Isole Cocos (chiamate anche Isole Keeling) era fornire informazioni utili per la gestione e protezione del parco marino di nuova costituzione, istituito lo scorso marzo 2022 insieme al vicino parco marino di Christmas Island. Così il 30 settembre 2022 il team di biologi guidato dal Museums Victoria Research Institute è partito da Darwin, città a nord dell’Australia. È stato un lungo viaggio di 35 giorni a bordo della nave da ricerca Investigator, gestita dall’agenzia scientifica nazionale australiana CSIRO, e quel che hanno scoperto è davvero affascinante.

"I veri protagonisti dello spettacolo sono i pesci – ha affermato il dottor Tim O’Hara del Museum Victoria Research Institute, specializzato in invertebrati -. Ci sono anguille cieche e pesci tripodi, pesci ascia e pesci drago, con tutti questi organi bioluminescenti su di loro ed esche che escono dalle loro teste. Sono semplicemente straordinari".

Gli inquietanti "mostri" degli abissi

Le immagini raccolte dal team di biologi parlano da sé. Tra l’enorme varietà di creature degli abissi che hanno trovato, ce n’è una che hanno chiamato pesce pipistrello di acque profonde ed è stato quanto di più strano avrebbero mai potuto immaginare di osservare con i propri occhi. Un pesce che si poggia sul fondo del mare appiattendosi e muovendosi su due pinne tozze che fungono da zampe, mentre lascia uscire da muso una sorta di piccola esca simile a un verme che agita e ondeggia per ingannare le potenziali prede.

Ma se il pesce pipistrello degli abissi è già insolito e molto strano, gli altri che sono stati trovati non sono di certo da meno. I biologi hanno potuto osservare e analizzare un pesce ragno che usa le sue lunghe pinne inferiori come dei trampoli, in modo da stare sopraelevato dal fondo del mare per acchiappare bocconi di cibo. C’erano perfino un’anguilla cieca mai vista prima, che vive a circa 5.000 metri di profondità ed è ricoperta da una pelle gelatinosa e trasparente, e un particolare tipo di pesce drago, con enormi mascelle aperte e l’insolita abitudine di spiare altri animali servendosi di una luce rossa bioluminescente. E infine c’era anche lui, un paguro che nulla ha a che vedere con il crostaceo che conosciamo: anziché avere il classico guscio rigido, questo animale si nasconde dentro a un corallo zoanthid, che ha l’aspetto di una mano a sei dita viscida e fangosa.

Un affascinante paesaggio sottomarino

Il lavoro del team di ricerca è stato difficile ma ha dato i suoi frutti e adesso siamo certi che negli abissi remoti dell’Oceano Indiano vivano creature che mai avremmo potuto anche solo immaginare. La strada, però, è ancora lunga e ci vorranno anni prima che gli esperti riescano ad analizzare e studiare tutti gli esemplari raccolti da questa spedizione. Il dottor O’Hara stima che tra il 10% e il 30% di queste creature saranno certamente nuove specie da catalogare.

Ma accanto a questi strani e insoliti "mostri" degli abissi, quel che ha colpito moltissimo gli scienziati è stato l’affascinante paesaggio sottomarino che gli si stagliava dinanzi. Non è facile raggiungere le Isole Cocos, men che meno la porzione di Oceano dalla quale sono circondate, perciò quel che hanno registrato è assolutamente inedito: enormi vulcani sommersi e montagne sottomarine, alcune delle quali sono alte più del doppio della cima terrestre più alta d’Australia.

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