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ripetitore telefonico Fonte foto: Shutterstock
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Anche TIM spegne le frequenze: cosa cambia

Anche TIM ha deciso di ridurre i consumi dei ripetitori telefonici spegnendo alcune frequenze quando non vengono utilizzate: partito il test in Umbria e Marche, ma nel 2023 potrebbe essere esteso a tutta Italia

Dopo Iliad, ora tocca a TIM: per contrastare il caro energia la compagnia telefonica spegne i ripetitori o abbassa la potenza di trasmissione. Al momento, come riporta MondoMobileWeb, TIM sta sperimentando questa misura in sole due Regioni italiane: le Marche e l’Umbria. Se il test andrà a buon fine, però, entro il 2023 in tutte le Regioni italiane verranno implementati piani di riduzione dei consumi elettrici dei ripetitori telefonici.

Ripetitori spenti scelti dall’AI

Ad essere precisi, TIM non spegne interi ripetitori ma solo alcune bande di frequenza da essi trasmessi: quelle con meno traffico proveniente dagli utenti abbonati a TIM.

A decidere quali frequenze spegnere sono gli algoritmi di Intelligenza Artificiale che, in tempo reale, rilevano un calo di traffico e decidono cosa spegnere e cosa lasciare acceso. La stessa strategia è stata già usata da Iliad, che dichiara una riduzione dei consumi pari a circa il 10% di energia elettrica, in particolare nelle ore notturne.

Cosa cambia per gli utenti

L’utilizzo di sistemi informatici per decidere quali frequenze "abbassare" o "spegnere", quando e dove, mira a garantire la continuità del servizio. L’utente, infatti, non deve avvertire alcuna differenza rispetto a quando i ripetitori lavorano a pieno regime.

Anche perché buona parte delle riduzioni di potenza avviene di notte, quando il traffico telefonico e dati è veramente basso. In situazioni del genere tenere accesa tutta l’infrastruttura, per utilizzarne solo una minima parte, non è effettivamente la scelta più efficiente dal punto di vista energetico. E, di conseguenza, anche economico: se gli operatori cercano di risparmiare elettricità, infatti, è anche per contenere gli inevitabili aumenti dei costi degli abbonamenti che gli utenti devono sostenere ogni mese.

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