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SCIENZA

Qualcosa si muove nello spazio, in modo caotico: sappiamo cos'è

Il movimento caotico di questo oggetto celeste è probabilmente dovuto a un'esplosione avvenuta un milione di anni fa, che i ricercatori stanno studiando

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Lo spazio è ancora estremamente misterioso, ricco di mondi inesplorati e galassie di cui sappiamo pochissimo. Ma grazie a strumenti all’avanguardia e a scienziati appassionati riusciamo a risolvere sempre più misteri affascinanti.

Come quello della stella vagabonda, Zeta Ophiuchi.

La stella che vaga nello spazio

Uno dei metodi migliori che abbiamo per capire cosa sono gli oggetti spaziali, come sono nati e quando moriranno è studiare la loro orbita, il viaggio sempre costante che fanno intorno a un altro oggetto – o, viceversa, l’orbita degli oggetti che girano intorno a loro.

Ma cosa succede se un oggetto celeste, in questo caso una stella, vaga in modo caotico per la Via Lattea? Stiamo parlando di Zeta Ophiuchi, che è più grande del Sole di 20 volte, e più calda di 6, e si trova indicativamente a 440 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Ofiuco, famosa per essere quella in cui è stato individuato il più grande gruppo di “pianeti canaglia” mai osservato.

Questa stella si muove senza seguire una traccia precisa, alla velocità inimmaginabile di 162mila chilometri orari: il nostro pianeta, per capirci, gira intorno al Sole a 107mila km/h. Ma ora sappiamo a cosa è dovuto questo comportamento decisamente inusuale, anche se con un precedente: esiste infatti un buco nero vagabondo.

Perché Zeta Ophiuchi viaggia in modo caotico?

Un nuovo studio, condotto dai ricercatori  dell’Istituto di Dublino per gli Studi Avanzati e che verrà presto pubblicato sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics, ha scoperto perché questa stella vaga nello spazio invece di seguire un’orbita metodica e precisa. Secondo gli scienziati Zeta Ophiuchi è una stella giovane, di tre milioni di anni (il nostro Sole ne ha cinque miliardi), e un tempo era parte di un sistema binario. L’altra stella, la sua compagna, è morta più di un milione di anni fa, probabilmente distruggendosi in una supernova.

Quello che sappiamo di questa esplosione e dei successivi anni della giovane Zeta Ophiuchi è frutto di modelli matematici in 3D dati e del telescopio spaziale Spitzer, oggi in pensione, e di quello terrestre Chandra Ray, entrambi della NASA, che hanno riportato immagini alla lunghezza d’onda dell’infrarosso, dell’ottico, del radio e dell’X.

Nelle foto possiamo vedere una bellissima forma ad arco, di colore rosso brillante: si tratta dell’onda d’urto emessa dalla stella mentre viene spinta lontano tra gas e polvere galattica. Questa onda d’urto riscalda gas e polveri. Il puntino luminoso è la stella, e l’alone blu che lo circonda è altro gas scaldato a decine di milioni di gradi, individuato grazie alle emissioni di raggi X.

Ma nonostante questi studi, i modelli matematici dell’esplosione prodotti dai ricercatori di Dublino non coincidono perfettamente con le immagini ricevute dai telescopi, nel senso che non riescono a spiegarle del tutto: agli astronomi manca quindi ancora un tassello per comprendere completamente come si comporta Zeta Ophiuchi e come è finita a vagare. Uno dei metodi, per esempio, sarà aggiungere l’effetto delle turbolenze galattiche e dell’accelerazione delle particelle ai modelli matematici. Ma c’è ancora molto tempo a disposizione, perché la nostra stella vagante è solo a meno della metà della sua vita, che si prevede duri 8 milioni di anni.

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