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Qualcosa nello Spazio continua a risucchiare pianeti e a farli sparire: cosa sappiamo Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Qualcosa nello Spazio continua a risucchiare pianeti e a farli sparire: cosa sappiamo

Si tratta di un fenomeno su cui gli scienziati stanno lavorando con modelli matematici, ma che è molto difficile da osservare e fotografare nello Spazio

Lo spazio non è il luogo silenzioso e pacifico che potremmo aspettarci, in cui magari risuona Sul bel Danubio blu di Strauss come in 2001 Odissea nello Spazio. Ci sono invece continue esplosioni, getti di gas, asteroidi che si schiantano.

Ci sono addirittura pianeti risucchiati e scomparsi, che hanno un "killer" a loro molto familiare.

Chi risucchia e fa scomparire interi pianeti

Gli scienziati si sono accorti di un fenomeno molto comune nell’universo, e nei sistemi in cui intorno a una stella ruotano uno o più pianeti: che questi vengano inglobati e risucchiati dalla loro stella. Hanno anche scelto un nome per loro: le chiamano stelle cannibali, anche se non è esattamente appropriato perché si stanno mangiando i pianeti, non altre stelle.

La morte delle stelle varia molto in base alla loro dimensione: quelle grandi come il Sole, che è una stella medio-piccola classificata come nana gialla, quando muoiono si allargano di centinaia di volte, diventando una gigante rossa e divorando i pianeti più vicini. A volte però i pianeti possono sopravvivere alla morte della loro stella.

Cosa succeda ai resti materiali dei pianeti è ancora un mistero, su cui gli scienziati possono solo speculare. È anche molto difficile individuare, tra le migliaia e migliaia di esopianeti (cioè i pianeti che si trovano al di fuori della Via Lattea), proprio l’esatto momento in cui una stella divora il suo compagno. E creare un modello che simuli questo evento è altrettanto difficile.

Alcuni scienziati però ci hanno provato, usando un pianeta più grande di Giove e la sua stella. Lo studio è stato poi pubblicato sulla rivista scientifica Science Advanced. I risultati suggeriscono che i pianeti di dimensioni terrestri vengono inglobati senza problemi, mentre quelli più grandi potrebbero essere difficili da inghiottire, e far esplodere la stella dall’interno, facendola collassare in una nana bianca inerte.

Immaginiamo questo scenario: un pianeta gigante inghiottito ha esercitato una pressione tale da far espellere con violenza gli strati esterni. A questo punto potrebbe ritrovarsi su un’orbita stellare molto più stretta, dove potrebbe non essere completamente bruciato. Parte del materiale stellare espulso e del pianeta potrebbero addirittura far nascere un nuovo mondo, come una fenice che nasce dalle sue ceneri.

La fine della nostra Terra

Questi sono modelli, ma le cosiddette stelle cannibali ci aiutano a dare una spiegazione invece concreta a fenomeni cosmici strani, come orbite non regolari o luci stellari sporche dei metalli e del materiali che formavano un pianeta inghiottito, ma soprattutto tolgono il velo su quella che sarà la fine del nostro pianeta.

Perché succederà anche a noi, prima o poi: quando il Sole morirà si espanderà talmente tanto che ingloberà sicuramente Mercurio e Venere, e molto probabilmente anche la Terra. "Anche se non dovesse essere risucchiata, la vita sul nostro pianeta diventerebbe comunque impossibile" ha spiegato al New York Times Ricardo Yarza, studente di astronomia dell’Università della California che ha analizzato questo fenomeno.

Ma questo vuol dire che quelli che oggi sono i pianeti più esterni diventerebbero i nuovi pianeti interni: Marte e Giove sarebbero gli inabitabili Mercurio e Venere, ma Saturno diventerebbe il terzo pianeta del nuovo "Sistema Solare", quello che oggi è la Terra. Sono tutte ipotesi divertenti per gli scienziati, ma che a oggi non hanno conferma.

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