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Tutto su Sedna, il pianeta nano che orbita attorno al Sole

Sedna è il pianeta nano che sta maggiormente affascinando la NASA: per saperne di più potrebbe essere programmata a breve una missione

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Tutto quello che c'è da sapere sul pianeta Sedna Fonte foto: 123RF

Eclissi lunari e solari, studi ambiziosi e telescopi da ultimare: il 2029 sarà uno degli anni più intensi per la NASA e non solo, se poi si aggiunge il lancio di una sonda che dovrebbe raggiungere un pianeta nano dalle caratteristiche affascinanti, allora il quadro è completo. Si sta parlando di Sedna, un oggetto transnettuniano che è diventato “famoso” per la sua orbita ellittica di quasi 11.400 anni. Non si è mai parlato di missioni con questo oggetto celeste come assoluto protagonista, anche se i tempi sembrano maturi più che mai. La finestra di lancio più probabile, almeno secondo quanto riferito dagli astronomi, è compresa proprio tra il 2029 e il 2034.

C’è ancora tanto da sapere su Sedna, anche se le poche informazioni attualmente disponibili sono di estremo interesse. La sua scoperta risale al 2003, grazie all’astronomo Mike Brown del Caltech. La presenza di questo pianeta nano è stata una delle novità cosmiche che ha portato alla “retrocessione” di Plutone nel 2006, una decisione che ancora fa discutere gli scienziati, come si è avuto prova negli ultimi giorni del 2021. Per quel che riguarda le dimensioni, invece, non sono molto diverse da quelle di Cerere, l’asteroide più grande della fascia principale del sistema solare. La composizione chimica suggerisce un’atmosfera simile a quella di Plutone, con la prevalenza di composti organici di colore rosso, i tolini.

Condizioni climatiche proibitive

Il freddo è costante e il metano, fin troppo abbondante, evapora di continuo ricadendo sotto forma di neve, un panorama che sarebbe davvero spettacolare poter ammirare dal vivo. La posizione di Sedna è uno dei misteri che maggiormente affascina gli astronomi, dunque l’eventuale missione del 2029 potrebbe svelare l’arcano. In effetti, il pianeta nano è caratterizzato da un’orbita gigantesca che lo porta a raggiungere la regione più lontana del sistema solare, a poca distanza dalle comete di lungo periodo. Sembra che un altro pianeta, ancora sconosciuto, abbia interrotto l’orbita di Sedna, allungandola fino a quella attuale.

Un viaggio lunghissimo

L’esplorazione umana non viene esclusa. Il periplo verrà raggiunto tra il 2075 e il 2076: l’evento sarà unico, in quanto non si ripeterà per i successivi 12mila anni, una vera e propria eternità. Una missione di sorvolo dovrebbe richiedere 24 anni, sfruttando il cosiddetto “effetto fionda” di Giove. Lo studio ravvicinato di Sedna sta affascinando sempre più gli scienziati, curiosi di capire se lo sviluppo del pianeta nano sia avvenuto all’interno della nube di Oort. Per il viaggio, poi, le navicelle Voyager sarebbero perfette, dato che hanno già dimostrato di poter approfittare di fortunati allineamenti dei pianeti per “rubare” energia a Giove e arrivare fino agli obiettivi più distanti del sistema solare.

Alcuni ricercatori si sono messi all’opera per tracciare le traiettorie migliori. L’itinerario del 2029 potrebbe portare la navicella su Venere, poi nuovamente sulla Terra (due volte), prima dell’attraversamento di Giove, con la tappa finale che sarà appunto Sedna. In questa maniera la velocità sfiorerebbe i 14 chilometri al secondo, la stessa con cui la sonda New Horizons si è avvicinata a Plutone nel 2015. L’anno prescelto è dietro l’angolo, come anche la risposta ai mille interrogativi che questo pianeta nano sta ponendo.

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