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Questo antico braccialetto nasconde una mappa: la scoperta

Un braccialetto d'argento appartenuto ad una regina d'Egitto ci rivela nuovi dettagli interessanti: è la prima prova del commercio a lunga distanza di questa civiltà.

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Braccialetti d'argento appartenuti alla regina Hetepheres Fonte foto: Museo d'Egitto

Moltissimi gioielli sono riemersi dalle tombe dei faraoni, a riprova della fervente attività artigianale – e di un’abilità fuori dal comune – che impegnava gli orafi dell’antico Egitto. Ma da un braccialetto d’argento appartenuto alla regina Hetepheres arrivano nuovi indizi che ci raccontano un lato inedito di questa civiltà. Il monile, infatti, nascondeva una “mappa” dei commerci a lunga distanza degli egizi.

Chi era la regina Hetepheres

Partiamo dall’inizio: la regina Hetepheres è stata una delle figure più importanti d’Egitto, e ancora oggi rappresenta per gli studiosi un esempio preziosissimo. Non solo è stata la madre del faraone Cheope, al quale si deve la costruzione della Grande Piramide di Giza, ma la sua tomba è una delle poche ad essere giunta intatta sino a noi, unica inviolata tra le sepolture reali dell’antico Regno. Il suo sarcofago, scoperto negli anni ’20, custodiva all’interno una ricca collezione di gioielli e manufatti in argento, una delle più famose tra quelle appartenute alla civiltà egizia.

Il bracciale d’argento e la sua “mappa”

Tra i tanti monili di proprietà della regina Hetepheres, c’è un bracciale d’argento che è stato a lungo studiato, sino a rivelare dettagli a dir poco sorprendenti. Un team di ricercatori internazionali ha recentemente effettuato una nuova analisi dei frammenti di questo gioiello, usando le più moderne tecnologie per carpirne informazioni preziosissime. Si è così scoperto che il braccialetto è costituito d’argento e presenta tracce di rame, oro, piombo e altri elementi. Realizzato martellando il metallo a freddo, è il perfetto esempio che dimostra le abilità e la tecnica raffinata degli artigiani egiziani.

Ma c’è di più: secondo gli esperti, il bracciale nasconde una “mappa” segreta. L’Egitto, all’epoca della regina Hetepheres, non aveva alcuna fonte di argento – al contrario dell’oro, che era invece molto diffuso. Dove era stato procurato il materiale per la realizzazione di questi gioielli? Per molto tempo, si è creduto che venisse estratto dall’oro, che ne contiene una buona quantità. In seguito, si è ipotizzato che l’argento venisse importato, ma non c’erano testimonianze di questo tipo di commercio.

Il nuovo studio

Lo studio, pubblicato su Journal of Archaeological Science, fa luce sul mistero: grazie all’analisi dei rapporti isotopici del piombo presente nell’argento di questi gioielli, gli esperti hanno trovato corrispondenza con i minerali provenienti dalle isole Cicladi, nell’Egeo, e con quelli presenti a Lavrion (un’antica città dell’Attica). Il bracciale contiene dunque la “mappa” delle attività commerciali a lungo raggio dell’antico Egitto. È la prima volta che gli scienziati trovano la prova di questi scambi che, fino ad oggi, erano solamente supposti.

“Il braccialetto rappresenta un’opportunità unica per comprendere non solo le tecniche di lavorazione dei metalli in quel periodo, ma anche le reti commerciali esistenti, che sono molto importanti per capire come è emerso lo stato egiziano” – ha affermato la dottoressa Karin Sowada, direttrice dell’Australian Centre for Egyptology presso la Macquarie University – “Questo è l’inizio di una linea di ricerca che ha ancora molta strada da fare”. Secondo l’esperta, sarebbe una delle prime tracce di globalizzazione commerciale che sia mai esistita al mondo, e rappresenta quindi una scoperta impressionante.

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