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Vulcano nel fondo della Fossa delle Marianne: rischio eruzione Fonte foto: 123rf
SCIENZA

C'è un vulcano in mare che potrebbe svegliarsi di nuovo

C'è un gigante in agguato nelle profondità marine, vicino alla Fossa delle Marianne: si tratta di un vulcano che sembra in procinto di eruttare e di causare scompiglio in tutte le aree circostanti

C’è un gigante sepolto nelle profondità del mare, che finora sembrava aver messo definitivamente a dormire sé stesso e le sue potenzialità distruttive: si tratta di un vulcano sottomarino che adesso sta ricominciando a farsi sentire. Inutile dire che l’idea che possa tornare attivo (e dunque che possa tornare a eruttare) sta preoccupando la comunità scientifica e non solo.

Navi e aerei che transitano e transiteranno nell’area dove il vulcano giace sono già stati messi in allerta. Sì, perché non è ancora chiaro se l’eruzione del vulcano in questione sarà esplosiva e cosa potrebbe succedere: in questo momento, infatti, biologi marini e ricercatori sono al lavoro per interpretare tutti i possibili segnali.

Il vulcano sottomarino e le sue particolarità

Come hanno fatto gli scienziati ad accorgersi di cosa sta/starebbe accadendo senza che il vulcano si sia effettivamente attivato in maniera sensibile e visibile? Semplice: grazie ai satelliti artificiali in orbita intorno al nostro pianeta. Alcuni di questi strumenti hanno infatti rilevato delle variazioni di colore dell’acqua a circa 18 km a sud est dell’isola di Farallon de Pajaros, vicino alla Fossa delle Marianne. Non ci è voluto molto per capire che il responsabile di questa variazione di colore era l’Ahyi Seamount, vulcano sottomarino che si trova a circa 137 metri dalla superficie del mare.

Questo vulcano conico fa parte di una lunga serie di montagne collocate nelle profondità dell’Oceano Pacifico occidentale e la sua posizione è talmente particolare che è difficile documentarne davvero tutte le eruzioni, anche se le stazioni sismiche site nella sua regione d’appartenenza sono riuscite, grossomodo, a stimarne la frequenza e la pericolosità. In linea di massima, l’Ahyi Seamount non è ritenuto come fortemente pericoloso, ma quando avvia il processo d’emissione esplosiva (cosa che potrebbe stare per accadere) può creare visibili risalite a galla di magma, che possono estendersi per chilometri, e causare forti scosse di terremoto.

I segnali d’allerta relativi al vulcano sottomarino

Dunque, come abbiamo già detto, i satelliti hanno rilevato delle variazioni di colori nelle acque a ridosso del vulcano. Ma quali sono stati gli altri segnali d’allarme? In primis, le vibrazioni idroacustiche emesse da Ahyi Seamount, che sono state già rilevate negli scorsi mesi, prima in piccole quantità e poi in misura sempre maggiore, con un’estensione che supera i 2000 kilometri. Poi, le rilevazioni da parte del Laboratoire de Geophysique di Tahiti, che ha valutato lo stato idrotermale del vulcano.

Infine, i dati elaborati dalle stazioni sismiche di Guam e del Giappone, che hanno effettivamente dimostrato che c’è qualcosa che sta accadendo nelle profondità del mare, creando delle vibrazioni telluriche relative all’assestamento della crosta terrestre. Tutto dunque lascia intendere che l’Ahyi Seamount, ma non è ancora dato sapere come si comporterà davvero.

Cosa succederà al vulcano sottomarino?

In realtà non è possibile fare delle previsioni accurate sul comportamento del vulcano sottomarino perché non ci sono stazioni di monitoraggio vicine. Questo per moltissime ragioni: il luogo è in mare aperto e non esiste ancora un modo per fare le analisi corrette senza una base solida (e senza correre rischi). Ciò limita la capacità da parte degli scienziati di rilevare e caratterizzare i disordini dell’Ahyi Seamount.

Per sicurezza, intanto, navi e aerei sono stati allertati ed è stato dato l’ordine di non sorvolare la zona aerea sopra il vulcano e di non navigare nei suoi pressi almeno per qualche altra settimana, quando sarà possibile definire se effettivamente si verificherà l’esplosione o se, invece, si tratta di movimenti d’assestamento destinati a concludersi nel giro di poco tempo.

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