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Foresta Amazzonica, il suo destino ormai è scritto: cosa dobbiamo aspettarci Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Foresta Amazzonica, il suo destino ormai è scritto: cosa dobbiamo aspettarci

Il polmone verde della Terra potrebbe diventare una savana, perdendo la capacità di ripulire la CO2: cosa dobbiamo aspettarci per il futuro della Foresta Amazzonica

La chiamano il “polmone verde" della Terra, ed è una delle poche aree della Terra dove resistono spazi incontaminati dall’uomo. Ma sono sempre meno: anche la Foresta Amazzonica sta vivendo le conseguenze dell’azione umana. Deforestazione, incendi, perdita di terreno, inquinamento: ma ora rischia davvero di scomparire.

La Foresta che diventa savana

La Foresta Amazzonica potrebbe essere vicina al punto in cui un ambiente biologicamente ricco e prospero comincerà a diventare una savana erbosa. Ci sono già degli effetti della crisi climatica sul mondo animale che popola la Foresta Amazzonica.

Secondo gli scienziati circa tre quarti della foresta pluviale sta mostrando segni di “perdita di resilienza": vuol dire che gli alberi, il sottobosco e il terreno ora hanno una capacità minore di recuperare da fenomeni come la siccità, il disboscamento e gli incendi piccoli e grandi.

Un fenomeno di cui siamo a conoscenza perché gli scienziati hanno osservato mese per mese dati satellitari degli ultimi 20 anni, che hanno mappato la biomassa (cioè il materiale organico della zona) e il verde della foresta: così ora sappiamo come è cambiato in risposta alle condizioni meteorologiche e alla crisi climatica.

Questa diminuzione della resilienza è iniziata nei primi anni 2000, ed è il segnale di avvertimento di un declino irreversibile. Ma se non è possibile dire esattamente quando la transizione da foresta pluviale a savana potrebbe avvenire, una volta iniziato il processo sarebbe troppo precipitoso per poterlo arrestare: in qualche decennio perderemmo tutta la foresta pluviale.

Queste nuove rilevazioni dimostrano che la perdita di resilienza è più marcata nelle aree più vicine all’attività umana e in quelle che ricevono meno precipitazioni. “Questo studio dimostra chiaramente una cosa che sta succedendo da anni" spiega Chantelle Burton, scienziata del clima al Met Office Hadley Centre nel Regno Unito, “lo sfruttamento del suolo da parte dell’uomo e i cambiamenti climatici indotti sempre dall’uomo stanno già guidando un importante cambiamento dell’ecosistema". Ma in questo caso la soluzione è molto semplice: fermare la deforestazione e tagliare significativamente il livello di emissioni.

Con questo studio si arriva alla conclusione preoccupante che gran parte dell’Amazzonia sta mostrando segni che potrebbero avvicinarsi a un punto di svolta verso un declino irreversibile: ma i sensori climatici e satellitari devono essere controllati più volte per assicurarsi che abbiano i dati corretti.

Perché non dobbiamo perdere la Foresta Amazzonica

Quello che succederà alla foresta pluviale è cruciale per la salute e il futuro del pianeta, perché ospita un ecosistema unico di animali e piante, immagazzina un’enorme quantità di anidride carbonica, ripulendo l’aria, e influenza fortemente i comportamenti del clima su scala globale.

“Perdere la Foresta Amazzonica avrebbe un impatto significativo sul cambiamento climatico globale", ha detto Timothy Lenton, uno degli autori di questo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change e direttore del Global Systems Institute all’Università di Exeter. “Perderemmo la capacità di immagazzinare circa 90 miliardi di tonnellate di anidride carbonica soprattutto negli alberi ma anche nel suolo.

Superare il punto in cui la foresta pluviale diventa savana renderebbe ancora più difficile raggiungere il nostro obiettivo di emissioni zero a livello globale, perché perderemmo questo “servizio gratuito" fornito dalla foresta pluviale Amazzonica che oggi rimuove parte delle nostre emissioni.

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