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Una bolla di sapone è riuscita a non scoppiare per un anno Fonte foto: iStock
SCIENZA

Una bolla di sapone è riuscita a non scoppiare per un anno

È durata 465 giorni, e poi funghi e batteri sulla sua superficie l'hanno fatta scoppiare: per un interno anno questa bolla di sapone è rimasta intatta

Chi da bambino non ha mai giocato con le bolle di sapone? Con le mani insaponate dentro il lavandino pieno d’acqua, o con lo stick di plastica da infilare nel tubo che si comprava in edicola. Ma non sono mai durate molto, e anzi il gioco consisteva nel farne scoppiare il più possibile.

Eppure, anche un gioco da bambini può diventare materia di studio per gli scienziati. È il caso di una bolla di sapone che è riuscita a rimanere intatta, senza scoppiare, per un intero anno.

La bolla di sapone che non scoppia

La bolla più longeva del mondo è stata creata da un team di ricercatori dell’Università di Lille, in Francia: hanno creato una bolla di acqua e glicerolo che è rimasta intatta per più di un anno, 465 giorni. Un risultato davvero da record.

Come tutte le altre bolle di sapone, anche questa ovviamente rispetta le leggi della fisica e della chimica: si tratta di uno strato di pellicola di sapone che ha ingabbiato l’aria al suo interno e ha preso la forma di una sfera. Il sapone riesce a diminuire la tensione superficiale dell’acqua e a bilanciare le pressioni interne ed esterne, dando una sorta di stabilità.

Ma la stabilità dura poco, perché come sappiamo le bolle di sapone scoppiano dopo qualche secondo. Possono essere vittime della forza di gravità, dell’evaporazione e della formazione di minuscoli gas dentro la bolla.

La ricerca degli scienziati

Per risolvere questi problemi, gli scienziati dell’Università di Lille hanno creato delle “biglie" di gas, forti e stabili. Hanno intrappolato una piccola quantità di gas in una pellicola liquida, che era fatta di microparticelle di polimeri plastici.

Tutto questo ha reso molto stabile la bolla, tanto da poterla tenere in mano o arrotolarla lungo una superficie come un piccolo mattarello. Le micro particelle hanno infatti sconfitto uno dei tre arcinemici delle bolle di sapone: la forza di gravità. Il glicerolo, invece, assorbe l’umidità dall’ambiente che lo circonda, e quindi reintegra l’acqua che evapora dentro la bolla di sapone e risolve il secondo dei tre problemi.

A questo punto gli scienziati si sono sbizzarriti, e hanno studiato diversi tipi di strutture: le bolle di sapone tradizionali, le biglie di gas a base di acqua e quelle a base di acqua e glicerolo. Le seconde, le biglie di gas a base di acqua, resistono molto di più rispetto a quelle tradizionali, fino a 60 minuti. Ma le biglie di gas a base di acqua e glicerolo sono imbattibili: sono tutte durate almeno 101 giorni, e la più longeva, come sappiamo, 465 giorni.

E perché, quindi è scoppiata, il 466esimo giorno? Per la presenza di microorganismi esterni, probabilmente, funghi e batteri che hanno iniziato a proliferare sulla superficie dandole un colorito verdastro.

Lo studio e le caratteristiche della bolla sono state pubblicate sulla rivista scientifica Physical Review fluids: i risultati di queste analisi infatti non sono effimeri come una bolla di sapone, ma serviranno per capire come produrre un’intera nuova classe di oggetti come schiume e pellicole leggeri ma resistenti, con proprietà chimiche e scientifiche ancora tutte da scoprire. Come sogniamo di fare con l’inchiostro.

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