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Che cos'è la "Dichiarazione per il futuro di Internet" firmata da decine di Paesi

Un manifesto politico sul futuro di Internet, che divide il mondo in chi crede nella rete libera e chi invece la vuole rinchiudere e legare: ecco cos'è la Dichiarazione per il futuro di Internet

Gli Usa e altri 60 Paesi, tra cui anche l’Italia, hanno firmato la “Dichiarazione per il futuro di Internet“. Il documento promuove un Internet aperto e libero, oltre a puntare all’accessibilità gratuita, alla neutralità della rete e alla rimozione di contenuti illegali, senza limitare al contempo la libertà di espressione.

La “Dichiarazione per il futuro di Internet" consta di tre pagine e offre sia una visione globale della Rete che svariate questioni più specifiche per i suoi firmatari. Alla base del documento vi è soprattutto il sostegno a un Internet “aperto, libero, globale, affidabile, interoperabile, gratuito e sicuro" e la fondamentale responsabilità di rispettare i diritti umani nell’universo digitale. Al momento, le adesioni sono 61, ma dovrebbero aggiungersi ulteriori firmatari nelle prossime settimane. Tra i Paesi che hanno aderito al “manifesto" per il futuro di Internet vi è anche l’Ucraina, ma come era facile aspettarsi la Russia non ha firmato.

Dichiarazione per il futuro di Internet: cos’è

All’inizio del documento, i Paesi affermano di essere “uniti dalla convinzione che le tecnologie digitali possono promuovere la connettività, la democrazia, la pace, lo stato di diritto, lo sviluppo sostenibile, il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali“. Tuttavia, nel manifesto viene sottolineato che l’accesso ad un Internet aperto e libero è “limitato da alcuni governi autoritari e che le piattaforme online e gli strumenti digitali sono sempre più utilizzati per reprimere la libertà di espressione e negare altri diritti umani e libertà fondamentali“.

I 61 firmatari promettono di “astenersi dal minare l’infrastruttura tecnica essenziale per la disponibilità globale e l’integrità di Internet" e di non vietare l’accesso alla Rete. Questo è chiaramente un contrappunto alle visioni di Paesi come Russia e Cina (che non rientrano, ovviamente, tra i 61 firmatari), che limitano fortemente l’accesso a siti e app stranieri.

I 61 firmatari accettano, inoltre, di sostenere i principi della neutralità della rete e di “astenersi dal bloccare o degradare l’accesso a contenuti, servizi e applicazioni legali su Internet“.

GDPR e DSA

La Dichiarazione per il futuro di Internet riflette le misure che l’UE ha adottato negli ultimi anni, con il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR, General Data Protection Regulation) e la legge sui servizi digitali (DSA, Digital Services Act), che impongono tra l’altro di rimuovere contenuti illegali e di salvaguardare gli utenti.

Quali paesi hanno firmato la Dichiarazione

Oltre agli Stati Uniti e a tutti gli Stati membri della UE, a firmare la Dichiarazione per il futuro di Internet sono stati altri 32 Paesi. Eccoli:

  • Albania
  • Andorra
  • Argentina
  • Australia
  • Capo Verde
  • Canada
  • Colombia
  • Costa Rica
  • Georgia
  • Islanda
  • Isole Maldive
  • Isole Marshall
  • Israele
  • Giamaica
  • Giappone
  • Kenya
  • Kosovo
  • Micronesia
  • Moldavia
  • Montenegro
  • Macedonia del Nord
  • Niger
  • Nuova Zelanda
  • Peru
  • Repubblica Dominicana
  • Regno Unito
  • Senegal
  • Serbia
  • Taiwan
  • Trinidad e Tobago
  • Ucraina
  • Uruguay

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