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SCIENZA

C'è una nuova teoria sui giganteschi e strani cerchi radio apparsi nello Spazio

Forse gli astronomi sono riusciti a risolvere il bizzarro mistero dei giganteschi cerchi radio apparsi nello spazio: ecco l'affascinante ipotesi.

Sono passati alcuni anni da quando gli scienziati hanno scoperto la presenza di giganteschi cerchi radio nello spazio: da quel momento, si sono susseguite diverse teorie sulla loro origine, senza tuttavia che il mistero sia stato finalmente risolto. Un nuovo studio fa luce su una possibilità finora mai indagata, che potrebbe non solo aiutarci a capire come questi cerchi si formino, ma anche fornirci informazioni preziose sull’evoluzione galattica.

I misteriosi cerchi radio apparsi nello spazio

Nel 2019, gli astronomi hanno scoperto per la prima volta dei giganteschi cerchi radio, chiamati anche ORC: queste misteriose strutture cosmiche hanno dimensioni davvero incredibili, tanto che intere galassie risiedono al loro interno, e si estendono per centinaia di migliaia di anni luce. Giusto per fare un confronto, la nostra Via Lattea ha un diametro di 30 kiloparsec (1 kiloparsec equivale a 3.260 anni luce), mentre un ORC misura centinaia di kiloparsec. Finora ne sono stati rilevati solamente 11, e alcuni di essi sono solo potenziali cerchi radio.

Ma di cosa si tratta? Nel 2022, grazie al telescopio MeerKAT dell’Osservatorio radioastronomico sudafricano, gli scienziati hanno catturato la prima immagine di un ORC. Una delle bizzarrie di queste strutture è che sono osservabili solo attraverso le onde radio. Nonostante le loro enormi dimensioni, nessun telescopio a luce visibile, a infrarossi o a raggi X è mai riuscito ad individuarli. Alcune teorie hanno ipotizzato che i cerchi radio fossero nati da massicce collisioni cosmiche o dallo scontro di giganteschi buchi neri. Lo studio recentemente pubblicato su Nature getta nuova luce su questi immensi oggetti celesti.

La nuova teoria sui cerchi radio

Un team di ricercatori guidato da Alison Coil, professoressa di Astronomia e Astrofisica presso l’Università della California, ha studiato da vicino ORC 4, il primo cerchio radio osservato nell’emisfero settentrionale della Terra. Tramite l’Osservatorio WM Keck alle Hawaii, gli scienziati hanno notato la presenza di gas riscaldato più luminoso nella luce visibile rispetto a quello che si incontra nelle comuni galassie. Gli astronomi hanno ipotizzato che gli ORC siano collegati alle cosiddette “galassie starburst”, all’interno delle quali il tasso di formazione stellare è particolarmente elevato.

Quando una stella massiccia esplode, rilascia grandi quantità di gas nello spazio interstellare. Se un numero sufficiente di stelle esplode contemporaneamente nella galassia starburst, la loro violenza può spingere fuori il gas ad una velocità di oltre 2.000 km al secondo. Questo vento galattico sarebbe, secondo gli esperti, ciò che ha scolpito gli ORC: “Per fare questo lavoro è necessaria una velocità di deflusso di massa elevata, il che significa che viene espulsa una grande quantità di materiale molto rapidamente. E il gas circostante, appena fuori dalla galassia, deve essere a bassa densità, altrimenti lo shock inverso si blocca. Questi sono i due fattori chiave” – ha spiegato la Coil.

E le galassie starburst sembrano presentare proprio queste caratteristiche: “Sono rare, ma esistono. Penso davvero che questo indichi che gli ORC hanno origine da una sorta di vento galattico in uscita”. Comprendere le origini di questi strani cerchi radio è davvero importante. Sono infatti un modo per osservare i venti galattici e determinare quanto siano comuni nello spazio, e ancora ci forniscono preziose informazioni sull’evoluzione galattica. “Penso che ci sia molto che possiamo imparare sugli ORC e dagli ORC” – ha affermato la Coil.