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La pianta velenosa che sembra innocua: ecco come riconoscere la cicuta

Può sembrare innocua e inoffensiva, ma in realtà è tossica e altamente velenosa: la cicuta presenta molti rischi, ma non è complicato riconoscerla

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Una notizia di cronaca proveniente dal Regno Unito ha fatto scattare l’allarme in merito a una pianta di cui si parla troppo poco e che invece può essere molto pericolosa. Nella contea inglese del Suffolk, alcuni bambini si sono imbattuti nei fiori di cicuta nel sentiero che li portava direttamente a scuola. Fortunatamente non ci sono state conseguenze.

Il fatto, però, ha acceso i riflettori su un’erba che fa pensare quasi esclusivamente a Socrate: secondo Platone, infatti, il celebre filosofo morì dopo dopo essere stato condannato a bere appunto una coppa di cicuta. Questa pianta merita di essere approfondita per evitare qualsiasi rischio e soprattutto per capire come riconoscerla.

Come si riconosce la cicuta

La cicuta è in realtà definita scientificamente come “Conium maculatum” oppure come “cicuta maggiore”. Le tipiche caratteristiche sono quelle degli steli sottili di colore verde, oltre alle foglie che ricordano da vicino il prezzemolo. Per quel che riguarda i fiori, invece, sono di dimensioni ridotte e di tonalità tendente al bianco, con una inconfondibile forma a ombrello. Di solito la cicuta cresce nelle campagne, ancora meglio nei luoghi freschi, inoltre non teme in alcun modo il freddo delle varie altitudini. Un dettaglio che va tenuto a mente è che ogni parte di questa erba è tossica e velenosa, dunque la morte può essere una delle conseguenze di un’ingestione.

Per comprendere meglio quanto sia velenosa questa pianta si può aggiungere un particolare. I frutti della cicuta sono talmente tossici che persino il consumo della carne di un animale che si è cibato dell’erba in questione potrebbe causare gravi conseguenze fisiche. I sintomi principali potrebbero essere la cefalea, intorpidimento di braccia e gambe, paralisi e calo della forza muscolare. Se non altro, la pianta che ha ucciso Socrate 2400 anni fa può avvertirci, come se volesse tenerci alla larga da lei. In che modo?

L’avvertimento tipico della cicuta

È l’odore che fa la differenza in questo caso. La cicuta fa intuire quanto sia tossica e velenosa con l’essenza che emana, a dir poco sgradevole. Questo olezzo si avverte in maniera ancora più intensa nel caso l’erba venga calpestata e schiacciata: secondo chi ha avuto a che fare con questa situazione, l’odore ricorda molto quello dell’urina di un gatto. Tra l’altro, la cicuta più comune, quella maggiore, non deve essere confusa in alcun modo con quella virosa”. I fiori sono quasi identici, però questa seconda varietà è conosciuta anche come “minore”, tipica degli acquitrini e dei luoghi umidi. La tossicità è purtroppo simile a quella appena descritta.

La confusione può essere aumentata anche da un altro tipo di cicuta, quella acquatica. Come si intuisce dal nome, cresce di solito negli habitat umidi e nelle paludi, con tanto di foglie composte e tuberi grandi. L’altezza in questo caso può raggiungere i due metri e mezzo, senza dimenticare che può essere scambiata con altre piante. Ad esempio, è molto simile alla carota selvaggia, ma anche alla cosiddetta bandiera dolce, al crescione e al ginseng selvatico. Tutte queste somiglianze devono quindi invitare alla massima prudenza in caso di incontro ravvicinato.

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