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SCIENZA

Sembra una pianta come tutte le altre ma non lo è: la scoperta

C'è una rarissima pianta della Sierra Leone che da sempre ossessiona gli scienziati: l'ultima scoperta sulla sua "metamorfosi" ha dell'incredibile.

Nicoletta Fersini Giornalista Pubblicista e Web Content Editor

Giornalista, evocatrice di parole e content editor. Osservo il mondo e lo traduco in belle frasi, spesso sorseggiando un calice di vino

All’apparenza potrebbe sembrare una pianta come tutte le altre, ma non è così. Il Triphyophyllum peltatum non è soltanto una rarità nel mondo botanico, ma possiede anche una caratteristica che rende questa creatura vegetale unica nel suo genere: capita che nelle foreste tropicali della Sierra Leone – unico habitat in cui è presente – all’occorrenza subisca una vera e propria trasformazione, diventando carnivora. Grazie a un recente studio finalmente sappiamo perché ciò accade.

Triphyophyllum peltatum, la rara pianta che diventa carnivora

Probabilmente in pochi avranno sentito parlare del Triphyophyllum peltatum, una pianta che vive in un habitat circoscritto alle foreste tropicali della Sierra Leone, nell’Africa occidentale, di cui sono stati individuati pochissimi esemplari finora. Non è facile trovarne e non lo è altrettanto coltivarla con successo, mettendo in difficoltà i numerosi ricercatori che negli anni hanno provato a rispondere a una grande domanda: perché mai questa pianta si trasforma, diventando carnivora?

Questa specie di liana o vite legnosa è, in realtà, di particolare interesse per la scienza anche perché è stato comprovato che contiene alcune sostanze chimiche usate in medicina, che possono essere utili contro la malaria e altri tipi di malattie.

Nella sua fase giovanile il Triphyophyllum peltatum ha un aspetto che più ordinario non si potrebbe e si limita a fare quel che fa la gran parte delle piante: assorbire la luce solare e generare energia mediante la fotosintesi. Eppure, man mano che lo sviluppo procede, capita che questa vite faccia crescere delle foglie ghiandolari piuttosto inquietanti, con delle grosse chiazze di liquido dalla consistenza appiccicosa e di un rosso acceso, simile al colore del sangue.

A questo punto vuol dire che è diventata carnivora a tutti gli effetti: non bastano più i raggi solari, la pianta si nutre intrappolando ignari insetti di passaggio. E alla fine, potrebbe persino tornare indietro alla sua forma "non carnivora". Ma come è possibile tutto ciò?

La nuova scoperta sulla strana pianta carnivora

Per rispondere a questa domanda un team di ricercatori dell’Università Leibniz di Hannover e dell’Università di Wurzburg in Germania hanno avviato uno studio dettagliato sul T. peltatum che, a differenza delle altre piante carnivore – come la Venere acchiappamosche, tanto per citare un esempio – non è detto che diventi tale. Questo passaggio non è strettamente legato al suo sviluppo.

Per tale ragione i ricercatori hanno ipotizzato che dovesse esserci un fattore scatenante, legato alla necessità di sopravvivere. Finalmente, dopo essere riusciti a coltivare gli esemplari e a studiarli in laboratorio, hanno risolto l’arcano: "Abbiamo esposto la pianta a vari fattori di stress, inclusa la mancanza di vari nutrienti, e abbiamo esaminato come reagisce a ciascuno di essi. Siamo stati in grado di osservare la formazione di trappole solo in un caso: con una carenza di fosforo", ha affermato la dottoressa Traud Winkelmann, autrice principale dello studio.

La conclusione è che, dunque, le piante T. peltatum subiscono l’insolita metamorfosi esclusivamente quando nel terreno vi sono bassi livelli di fosforo, minerale di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo di tutti i vegetali, attore principale nella produzione delle componenti fondamentali di DNA e membrane. "Quando la concentrazione [di fosforo, ndr] scende al di sotto di una soglia critica, T. peltatum investe nella formazione di foglie carnivore per poter integrare le loro riserve di fosforo dagli animali catturati", si legge nello studio pubblicato a maggio su New Phytologist.

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