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in cosa consistono gli esopianeti Fonte foto: Shutterstock
SCIENZA

Cosa sono gli esopianeti e somiglianze con la Terra

Tra le scoperte astronomiche più importanti degli ultimi tempi c'è quella degli esopianeti: ecco cosa sono e quali di loro sono potenzialmente abitabili.

Teorizzata già secoli fa dagli studiosi e sempre tema di acceso dibattito accademico, l’esistenza degli esopianeti si è fatta assai più concreta negli ultimi anni grazie alle scoperte astronomiche più recenti, possibili grazie a tecnologie altamente sofisticate.

Di fatto, si tratta di pianeti che non appartengono al nostro Sistema Solare, e che quindi orbitano attorno ad una stella diversa dal Sole. Scopriamo allora quali sono i pianeti extrasolari, le ultime scoperte in merito, e perché per molti esperti di settore potrebbero essere potenzialmente abitabili dall’uomo.

Cosa sono gli esopianeti

Per definizione, gli esopianeti sono pianeti non appartenenti al Sistema Solare, che ruotano attorno ad una stella diversa dal nostro Sole. Proprio per questo sono conosciuti anche con il nome di pianeti extrasolari, e per secoli sono stati oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica. Uno dei primi studiosi ad interessarsene fu il filosofo italiano Giordano Bruno nel XVI secolo, che teorizzò l’esistenza di pianeti che orbitavano attorno alle stelle lontane da lui osservate; e considerate sorprendentemente molto simili al Sole.

Quelli ipotizzati da Bruno erano per l’appunto gli esopianeti oggi conosciuti, e ancora al centro di interessanti, e potenzialmente rivoluzionarie, teorie astronomiche. I suoi studi vennero ripresi due secoli più tardi da Isaac Newton: stando al padre della teoria della gravitazione universale, se le stelle sono il centro di sistemi simili al nostro, di conseguenza gli stessi presenteranno caratteristiche molto simili. Il primo pianeta extrasolare venne però scoperto solo nel 1988, con la conferma ad arrivare poi nel 1992.

Esopianeti abitabili: le somiglianze con la Terra

Grazie all’impiego della vista particolarmente acuta di strumenti come il telescopio spaziale Kepler, dal maggio del 2021 il numero di questi particolari pianeti è aumentato esponenzialmente, superando l’impressionante cifra di 4000 in più di 3500 sistemi planetari diversi. La più recente conferenza in merito tenuta dalla NASA ha inoltre svelato al mondo la scoperta di nuovi esopianeti diversi da tutti quelli precedenti, perché dotati di caratteristiche che li renderebbero potenzialmente abitabili. Tanto da essere comunemente appellati come i "cugini della Terra".

Gli esopianeti possono essere composti di gas, come Saturno o Giove, oppure di roccia e metalli, esattamente come la Terra. Ciò li rende i candidati ideali per la vita extraterrestre e, almeno in futuro, delle potenziali nuove case per l’intera umanità. Come spiegato dall’Agenzia Spaziale, tra tutti i pianeti extrasolari attualmente conosciuti, solo poche decine potrebbero però essere adatti ad accogliere la vita.

Prima di tutto, devono infatti trovarsi nella cosiddetta "fascia abitabile", né troppo calda né troppo fredda, e alla giusta distanza dalla loro stella per favorire la presenza di acqua liquida. Ogni esopianeta viene quindi valutato tenendo conto di un indice di similarità terrestre, che ne analizza le caratteristiche fisiche, e di abitabilità primaria normale, che decreta invece quanto sono adatti alla vegetazione in base alla temperatura superficiale.

Esopianeti: le ultime scoperte

Al 24 dicembre 2021, la NASA ha riconosciuto ufficialmente 4904 pianeti extrasolari in 3628 sistemi planetari diversi, mentre sono 2620 i pianeti candidati e altri 70 possibili pianeti sono in attesa di conferma o controversi. D’altronde ce ne sono praticamente miliardi là fuori, e miliardi sono quelli che potrebbero vantare caratteristiche fisiche e chimiche simili a quelle della Terra.

Naturalmente per ora inviare delle sonde per esplorare questi mondi così lontani non è fattibile: con le migliori tecnologie ad oggi disponibili, impiegheremmo ben 17.150 anni solo per raggiungere Proxima Centauri b, il più vicino alla Terra. Quindi, se andiamo a considerare che la Terra ha una circonferenza di 39.375 chilometri, raggiungere gli esopianeti equivarrebbe a fare circa 9,6 miliardi di volte il giro del nostro pianeta.

Un’alternativa valida, ma realizzabile solo tra molti anni, è quella di fare affidamento su idee come le Star Shot, o Spari Stellari, per un’osservazione diretta. Queste, grazie a mini sonde mosse da una vela alimentata da un laser, potrebbero ridurre a soli 20 anni il viaggio verso il nostro "cugino" più prossimo. Ad oggi, rimane affidabile lo studio direttamente dalla Terra, con il "metodo del transito" ritenuto l’approccio più efficace per individuare pianeti extrasolari.

Se utilizzando un telescopio per osservare la luce di una stella notiamo che questa diminuisce a intervalli regolari, allora siamo forse di fronte ad un candidato esopianeta. Si tratta insomma della più importante esplorazione degli ultimi tempi, legata inevitabilmente alle futuristiche frontiere della colonizzazione umana.

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