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E se Stonehenge fosse un calendario? Come funzionava: la scoperta cambia tutto

Stonehenge potrebbe essere un enorme calendario basato su un anno di 365.25 giorni, del tutto simile a quelli usati in Egitto: la scoperta che cambia tutto

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Importante scoperta su Stonehenge: forse era un calendario Fonte foto: 123RF - avella2010

Per lungo tempo gli studiosi hanno ipotizzato che la composizione monumentale di Stonehenge potesse essere una sorta di calendario preistorico. Non è mai stato chiaro come potesse funzionare questo affascinante calcolatore del tempo neolitico, ma uno studio appena pubblicato sulla rivista Antiquity dell’Università di Cambridge potrebbe finalmente rivelare uno dei grandi misteri di Stonehenge.

Stonehenge come un calendario

Che Stonehenge potesse essere un’enorme struttura usata per misurare il tempo è un’ipotesi diffusa da anni, tra gli studiosi. Quanto al funzionamento del meccanismo, però, non si era ancora riusciti ad individuarlo, lasciando il mistero a dominare la scena. Secondo la ricerca di Tim Darvill, dell’Università britannica di Bournemouth, Stonehenge funzionava grossomodo come il calendario solare usato nell’antico Egitto, che era basato su un anno della durata di 365,25 giorni.

Secondo le analisi di Darvill, ognuna delle pietre di sarsen che costituiscono Stonehenge rappresenta un giorno del mese: “è un calendario perpetuo che si ricalibra ad ogni tramonto del solstizio d’inverno”, che avrebbe consentito alle antiche popolazioni del Wiltshire di tenere traccia del passare dei mesi e degli anni.

La chiave per risolvere il mistero del calendario di Stonehenge è arrivata da una scoperta del 2020: le pietre di Stonehenge provengono tutte più o meno dalla stessa area, a circa 25 chilometri da sito neolitico, e sono state trasportate verso la loro attuale posizione in un arco di tempo piuttosto ristretto. Il fatto che le rocce di Stonehenge provengano quasi tutte dallo stesso punto, secondo Darvill, è un dato che contiene un messaggio chiaro: “le pietre presentano un’unità”, in un certo senso, quindi potrebbero essere state parte di un unico meccanismo con un unico scopo.

Come leggere Stonehenge?

Le pietre di Stonehenge sono disposte in tre differenti formazioni: 30 pietre formano il grande cerchio che dà l’aspetto al monumentale cromlech, 4 pietre “stazione” sono posizionate in forma di rettangolo al di fuori del cerchio, e il resto delle pietre sono disposte in 5 triliti che si trovano all’interno del cerchio.

Come sottolinea Darvill “30, 5 e 4 sono numeri interessanti se si pensa al calendario: quei 30 montanti intorno al cerchio principale si adatterebbero molto bene a rappresentare i giorni del mese”.

Partendo da questo presupposto, “moltiplica 30 per 12 ed ottieni 360” continua lo studioso “e aggiungendo gli altri 5 dai triliti centrali ottieni 365”. In questo senso, le 4 pietre “stazione” rimaste fuori dai calcoli avrebbero il senso di monitorare il trascorrere degli anni che oggi chiamiamo bisestili, che aggiungendo un giorno al calendario ogni 4 anni “sistemano” la lieve discrepanza tra il nostro calendario e la durata dell’anno solare.

Secondo Darvill, i 5 triliti di Stonehenge potrebbero rappresentare 5 giorni particolari a ridosso del solstizio d’inverno, che rimanderebbero alla tradizione dei calendari usati nell’antico Egitto, che prevedevano mesi di 30 giorni ed un mese aggiuntivo di 5 giorni cui era associato un profondo significato religioso. Ma se anche, come suggeriscono altri studiosi, il sistema di Stonehenge non avesse alcun collegamento con la cultura orientale come sostenuto nello studio, la scoperta che ci indica come leggere il monumentale calendario potrebbe cambiare buona parte di quel che sappiamo sul misterioso sito neolitico.

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