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SICUREZZA INFORMATICA

Truffe online, numeri in crescita grazie a social e app di messaggistica

Le truffe in rete stanno aumentando a dismisura e i social e le app di messaggistica istantanea si confermano come il canale preferito dai malintenzionati digitali

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Secondo il “Consumer Security and Financial Crime Report” condiviso da Revolut, nel secondo semestre del 2024, i social e le app di messaggistica si sono confermate come il principale canale di diffusione delle truffe online.

Secondo i dati condivisi, il 54% delle frodi a livello globale ha avuto origine da uno dei servizi di Meta, soprattutto da Facebook (28%) e WhatsApp (21%). Telegram ha registrato un incremento di truffe preoccupante, arrivando al 18% dei casi, Instagram è fermo al 7% mentre dalle piattaforme di Google è partitolo 0,09% delle truffe segnalate.

Ad allarmare gli esperti è la crescita esponenziale delle frodi su Telegram (+121% rispetto al primo semestre) e WhatsApp (+67%).

Le principali tipologie di truffe online

Il report di Revolut distingue essenzialmente due grandi categorie di truffe digitali: quelle autorizzate (40%), dove gli utenti vengono indotti ad effettuare volutamente il pagamento di una somma di denaro e quelle non autorizzate (60%), dove i malintenzionati eseguono transazioni senza il consenso della vittima.

Con la prima tipologia che ha un impatto economico molto più grave con perdite medie che sono circa 14 volte superiori rispetto a quelle delle frodi non autorizzate.

Tra le truffe autorizzate più comuni ci sono quelle sugli acquisti (56% dei casi) e avvengono principalmente su Facebook. Poi ci sono quelle legate al mondo del lavoro (20%), che hanno visto una crescita soprattutto grazie a Telegram e WhatsApp. Le truffe sugli investimenti (10%), in aumento su WhatsApp. Quelle sulle impersonificazioni che spesso coinvolgono enti governativi o aziende (tra il 4% e il 10% dei casi).

Il caso italiano

Per quanto riguarda il nostro Paese, il report di Revolut evidenzia un quadro particolare, dove Telegram è la piattaforma principale per le truffe online (50% dei casi), seguito a ruota da WhatsApp (23%). Inoltre, il maggior numero di frodi rilevate riguarda il mondo del lavoro con l’invio di offerte false, spesso accompagnate da richieste di denaro per presunti costi iniziali, come corsi di formazione o altre attrezzature.

Vista l’altissima incidenza di frodi del genere in Italia, la cosa suggerisce un problema di fondo nella regolamentazione e nel controllo delle offerte online, cosa che da sempre è uno dei tasti dolenti per tutti coloro che stanno per entrare nel mondo del lavoro.

Un’altra situazione critica per il nostro Paese (ma comunque inferiore rispetto ad altri paesi europei) riguarda il ticket scam, la vendita di biglietti falsi per eventi e concerti, dove le principali piattaforme coinvolte sono Facebook (26%), Ticketmaster (23%) e X (18%) seguite da WhatsApp, Instagram e Telegram che rappresentano circa il 15% dei casi totali.

Nel secondo semestre del 2024, circa il 19% delle frodi sugli acquisti in Italia è riconducibile a questa pratica, con un impatto maggiore sui giovani tra i 17 e i 24 anni (36%) e nella fascia d’età che va dai 25 ai 34 anni (38%).

L’analisi del report

Dati alla mano, questo report evidenzia che il panorama delle truffe online sta cambiando rapidamente, con le piattaforme di messaggistica istantanea che stanno diventando sempre più il punto di riferimento per i truffatori.

Questo, da un lato, evidenzia l’urgenza di regolamentazioni più efficaci che devono essere messe in atto dalle autorità e dalle piattaforme stesse, intensificando i controlli e sviluppando strumenti di prevenzione più avanzati.

Dall’altro, però, sottolinea anche la necessità di “istruire” i consumatori sull’uso di questi strumenti e su come evitare finire nel mirino dei malintenzionati digitali e vivere il web più serenamente.

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