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SCIENZA

Antichi insediamenti romani mai visti trovati nel deserto: la scoperta

Dalla sabbia del deserto è emerso qualcosa di incredibile: i ricercatori, studiando delle immagini satellitari, hanno trovato alcuni insediamenti romani sconosciuti.

A volte, le scoperte più affascinanti capitano quasi per caso: nelle scorse settimane, un ricercatore stava studiando alcune immagini satellitari estratte da Google Earth, quando si è imbattuto in qualcosa di sorprendente. Si tratta di ben tre insediamenti militari romani, finora completamente sconosciuti, che si nascondevano nel deserto della Giordania. Ecco che cosa sappiamo su questo ritrovamento.

Nel deserto è avvenuta una scoperta incredibile

Partiamo dall’inizio: Michael Fradley, archeologo dell’Università di Oxford, stava lavorando ad un progetto intitolato Endangered Archaeology in the Middle East and North Africa, nato con l’obiettivo di individuare e studiare più attentamente i siti archeologici nel Medio Oriente, quando ha scoperto qualcosa di sensazionale. Nell’usare Google Earth per esaminare le fotografie del deserto che si snoda tra la Giordania e l’Arabia Saudita, ha notato una forma bizzarra nella sabbia. Si tratta di una “carta da gioco”, ovvero un rettangolo dagli angoli smussati che rappresenta il tipico accampamento militare romano. Proseguendo nello studio, Fradley ha impiegato poche ore per trovarne altri due.

Fino a quel momento, nessuno ne conosceva l’esistenza. È una scoperta incredibile: se ci sono tracce di numerosissimi insediamenti romani in tutta Europa, nella regione del Medio Oriente se ne sono trovati davvero pochi. Situati in un’area poco esplorata del deserto, questi accampamenti non presentano tracce di mura o di altri edifici: rimangono solo i contorni dei campi militari, solcati da alcune impronte di pneumatici che indicano un passaggio umano più recente. Non quello degli scienziati, però. Al momento, nessun esperto ha visitato fisicamente i siti riemersi dalla sabbia.

Cosa significano gli insediamenti trovati in Giordania

Una scoperta del genere può rivelarci davvero molte informazioni utili, che gli archeologi potranno impiegare per ricostruire un altro tassello della storia romana in Medio Oriente. Secondo i ricercatori, questi insediamenti militari risalirebbero al 106 d.C. e sarebbero collegati all’acquisizione romana del regno dei Nabatei. Probabilmente i campi, che presentano ingressi opposti su ciascun lato e si sono conservati perfettamente, sono stati costruiti come stazioni temporanee da utilizzare durante una campagna segreta nel deserto arabo.

Tutto ciò riscrive le nostre attuali conoscenze su una vicenda che, fino ad oggi, non sembrava presentare misteri. Gli esperti hanno sempre ritenuto che il regno nabateo, sviluppatosi nell’odierna Giordania (aveva come capitale l’antica città di Petra) fosse passato pacificamente sotto il dominio romano, dopo la morte del suo re. Il ritrovamento degli accampamenti militari fanno però ipotizzare che tale passaggio non sia stato “indolore”: è questa la teoria presentata da Fradley nel suo studio, pubblicato su Antiquity.

Naturalmente, sono ancora molte le domande che non hanno trovato risposta. Ad esempio, gli archeologi sono rimasti sorpresi dalla distanza tra i campi, che risulta essere compresa tra i 37 e i 44 km. Si tratta di un itinerario decisamente troppo lungo per essere percorso dalla fanteria in un solo giorno. Ciò suggerisce che gli accampamenti siano stati messi in piedi da un’unità di cavalleria, che avrebbe potuto affrontare tali distanze in poche ore grazie ai cammelli. I ricercatori hanno intenzione di fare un sopralluogo nel deserto, alla ricerca di qualche reperto che possa aiutare a fare chiarezza sull’importanza di questa scoperta.

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