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SCIENZA

Tra le scoperte più importanti di sempre: trovato un vero tesoro

Un vero e proprio tesoro, ricco di testimonianze di un passato antico: un team di archeologi avrebbe trovato la Via della Seta di Israele, imbattendosi in una molteplicità di tessuti, capi d'abbigliamento, pelli e molto altro ancora

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Una zona deserta, una sconfinata distesa di sabbia e poi, all’improvviso, la sorpresa: un team di ricercatori dell’Università di Haifa si è imbattuto in qualcosa di davvero straordinario, una serie di reperti e testimonianze che potrebbero indicare la rotta della Via della Seta di Israele.

Se tutti i pezzi del puzzle andassero al loro posto e si avesse la conferma di quanto desunto, l’area che attualmente è sotto “esame” entrerebbe a far parte di quella complicatissima rete commerciale che, per secoli, si è estesa fra l’Impero Romano e quello Cinese. E darebbe nuovi indizi sui rapporti e sugli accordi che gli antichi Stati tenevano e siglavano.

La scoperta della Via della Seta di Israele

A ritrovare quella che si suppone sia la Via della Seta israeliana è stata una squadra di ricercatori guidata dai professori Guy Bar-Oz e Roi Galili. I due erano impegnati, insieme a un team variegato e nutrito di esperti,  in una campagna di scavi nell’Aravah, più o meno a metà strada fra il Mar Morto ed Eilat. Molte campagne di scavi israeliane hanno portato alla luce reperti rari e antichi, ma quando Bar-Oz e Galili si sono trovati sul posto, hanno capito che avevano davanti agli occhi qualcosa di davvero grosso.

Fondamentalmente, hanno ritrovato tessuti di cotone e seta risalenti all’inizio del periodo islamico (circa 1.300 anni fa) probabilmente importati dall’India e dalla Cina. Hanno dunque contattato altri due esperti, il dottor Berit Hildebrandt dell’Università di Gottingen e Nofar Shamir dell’Università di Haifa e, dopo una prima analisi, tutti hanno concordato: è verosimile che quello che stavano calpestando fosse proprio un ramo della tradizionale Via Della Seta.

Le ipotesi degli scienziati e l’importanza della scoperta

Se così fosse (occorre ancora fare degli esami approfonditi sui tessuti e sui reperti rinvenuti), ciò significherebbe che la Via della Seta era ancora più estesa di quanto si sia mai immaginato. Il nuovo percorso israeliano implicherebbe l’esistenza di nuove rotte commerciali internazionali per il trasporto di merci esotiche dall’Estremo Oriente e dall’India dell’Ovest e un collegamento più che mai diretto verso Costantinopoli.

Non solo: significherebbe che Israele era legata per mezzo di accordi commerciali a diverse grandi realtà globali del tempo. I professori Bar-Oz e Galili stanno, attualmente, conducendo delle ricerche sugli antichi modelli commerciali in atto in Medio Oriente nel primo millennio, per capire quanto fitta fosse la rete di commercio in atto. La loro idea è che questo tratto della Via della Seta rifletta un momento di globalizzazione significativo nella storia d’Israele e fornisca nuovi punti di partenza per tratteggiare tutte le connessioni politiche, tecnologiche e sociali plasmate dalle reti commerciali internazionali.

I ritrovamenti sulla Via della Seta israeliana

A “parlare” sono e saranno i reperti portati alla luce: tessuti, capi d’abbigliamento, pelli, oggetti di varia forma e uso connessi all’igiene personale e persino tracce di pigmenti colorati. I più antichi sembrano risalire al VII-VIII secolo d.C, ma c’è ancora molto da scoprire. Alcuni tessuti sono finemente decorati e sono di chiara provenienza indiana e cinese, cosa che già di per sé è la prima prova (unica, al momento, nella storia) della presenza di simili materiali in Israele in quel periodo.

Alcuni reperti tessili sembrano anche di provenienza iraniana, con la presenza di cotone bianco e lana colorata messi insieme per mezzo di processi complessi di tessitura. Insomma, tutti i reperti sembrano indicare e testimoniare la circolazione delle merci a lunga distanza. Mentre si cercano conferme, intanto, il sito di Aravah è stato ufficialmente nominato come il più importante per i tessili antichi in Israele.

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