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Mandragola pianta Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Attenzione, questa pianta può portare alla morte: come riconoscerla

Perché questa pianta tossica, usata un tempo come erba medicinale, se assunta in dosi eccessive può portare alla morte. Ecco come riconoscerla.

Si chiama Mandragola (o Mandragora) ed è una pianta tossica che può persino portare alla morte. Nell’antichità veniva impiegata come erba medicinale, detta anche erba delle streghe, per i suoi effetti sedativi e narcolettici. Ancora oggi viene utilizzata a scopo ornamentale, ma il suo uso in campo medico e fitoterapico è vietato. 

Mandragola, come riconoscerla: caratteristiche, proprietà e tossicità 

È un’erba che appartiene alla famiglia delle Solanacee e presenta foglie lunghe e dentellate, di un color verde scuro, radici spesse, fiori blu e frutti gialli tondi e carnosi, assolutamente non commestibili. Le sostante più tossiche e pericolose risiederebbero proprio nelle radici. La pianta è molto piccola, infatti non supera quasi mai i 6 centimetri di altezza. La Mandragola si trova solitamente in campi incolti e in strade esposte al sole. 

Le sostante tossiche nelle radici e nelle foglie della mandragola sono: scopolamina, atropina, L-iosciamina. Un tempo, per la sua caratteristica forma antropomorfa, la radice della mandragola veniva riposta in un luogo nascosto e avvolta in un tessuto di colore rosso, per esser poi usata per diversi scopi: proteggere la salute, sconfiggere il malocchio, favorire la fertilità e persino sconfiggere la morte. 

La Mandragola è inoltre una pianta allucinogena, per questo in passato era usata come sedativo o ipnotico. Veniva estratta la tintura madre o l’olio per alleviare il dolore e migliorare il sonno. La radice di mandragola è però – come accennato sopra – molto pericolosa, perché se ingerita può provocare un’intossicazione, causando vomito, tachicardia e dolori gastrointestinali. L’assunzione di una dose elevata può portare non solo ad allucinazioni, ma anche a perdita di memoria convulsioni e , in casi gravi, anche la morte. I sintomi da avvelenamento da mandragola sono vari, tra cui: secchezza delle fauci, febbre, tachicardia, vertigini, visione offuscata, difficoltà di minzione, sonnolenza, mal di testa, delirio, allucinazioni, stato di confusione mentale, difficoltà a respirare.

Se si sospetta l’ingestione di mandragola, in presenza di alcuni dei sintomi sopra citati, bisogna chiamare immediatamente i soccorsi sanitari.

Mandragola: le leggende più famose

Trattandosi di una pianta velenosa, i miti e le leggende sulla mandragola sono tantissimi. Nell’antichità, si riteneva che questa pianta avesse proprietà magiche. Si pensava fosse l’erba delle streghe e che venisse usata per la preparazione di pozioni e unguenti vari, soprattutto a scopo afrodisiaco e per combattere la sterilità.

Molti erano convinti inoltre che coloro che estirpavano la pianta dal terreno erano destinati ad essere maledetti per sempre. Tra le leggende più famose, troviamo quella dell’urlo della mandragola, ovvero la storia secondo cui, una volta estratta dalla terra, la pianta avrebbe emesso un urlo così forte che, se ascoltato, avrebbe potuto uccidere un uomo. Per tal motivo, la mandragola doveva venire raccolta secondo rituali specifici e piuttosto elaborati.

E a proposito di suoni strani che sembrano provenire dal nulla, ma scientificamente provati: una sorta di melodia (ma da film horror) è stata registrata in prossimità di un buco nero. Se vi piacciono invece i misteri e le storie senza tempo: allora dovete leggere la storia del "canto sacro" che ancora oggi si sente nel tempio Maya può conosciuto al mondo.

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