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I cani sanno intuire le differenze tra lingue straniere Fonte foto: 123RF
SCIENZA

I cani riconoscono lingue diverse: l'incredibile scoperta

Il cervello dei cani è talmente sviluppato da intuire quando una persona sta parlando in una lingua diversa da quella a cui è abituato

Fedeltà, grande resistenza alla fatica e conoscenza di un gran numero di lingue. Non è il curriculum vitae del candidato perfetto, ma le caratteristiche principali che possono vantare i cani di tutto il mondo. Del loro grande affetto e della voglia continua di movimento si sapeva già, mentre il fatto che fossero poliglotti è qualcosa di nuovo. Si tratta del risultato di uno studio apparso in questi giorni nella rivista NeuroImage. Un gruppo di scienziati ungheresi, per la precisione i ricercatori del dipartimento di Etologia dell’Università "Eötvös Loránd" di Budapest, si sono concentrati sul funzionamento del cervello di 18 quattro zampe mentre ascoltavano lingue diverse.

La conclusione è stata sorprendente: il miglior amico dell’uomo è in grado di riconoscere senza problemi molti idiomi, riuscendo a intuire i suoni e abituandosi in fretta alle differenze. I cani coinvolti nell’esperimento hanno dovuto affrontare quella che è meglio nota come "analisi di imaging cerebrale". Come sottolineato dai ricercatori, visto che l’uomo riesce a capire le varie lingue, c’era il bisogno di fare lo stesso con gli animali. Questi ultimi sono stati sottoposti a una sorta di "scanner" cerebrale mentre ascoltavano alcune frasi di un racconto immortale come "Il piccolo principe". Il capolavoro di Saint-Exupéry è stato letto sia in spagnolo che in ungherese.

Una attività cerebrale ben precisa

Il magiaro era ovviamente l’idioma più riconoscibile da parte dei cani e si è deciso di metterli alla prova con frasi in una lingua totalmente sconosciuta. Inoltre, tanto per vivacizzare ulteriormente l’esperimento, i pet hanno ascoltato una serie di suoni non naturali e che non appartenevano ad alcun linguaggio in particolare. Questi piccoli ostacoli sono serviti a chiarire se i cani fossero capaci di individuare i discorsi o meno. In base alle parole, l’attività cerebrale è stata differente. I suoni familiari non hanno fatto lavorare a lungo il cervello, diversamente da quanto è avvenuto con gli altri mai sentiti prima.

Differenze linguistiche

Tra i coautori dell’articolo su questa capacità canina c’è Raul Hernandez-Perez che ha aggiunto altri particolari interessanti in merito. In pratica, il cervello di questi animali sa distinguere una serie di frasi reali da quelle che non sono linguistiche e sensate. C’è poi una fortissima tentazione, quella di associare ai cani la possibilità di cogliere le varie differenze tra una lingua rispetto ad un’altra. Serviranno comunque delle conferme in tal senso prima di avere delle certezze assolute, anche se i risultati sono già affascinanti dal punto di vista scientifico.

Lo studio ungherese si abbina alla perfezione ad un altro non molto diverso. Lo stesso ateneo ungherese si è concentrato sull’intelligenza linguistica dei quattro zampe, arrivando alla conclusione di un comportamento simile a quello dei bambini per imparare le parole. Quando noi umani siamo piccoli, possiamo distinguere gli schemi tipici delle sillabe che vanno a formare le parole, riconoscendo poi il suono e infine il significato. Lo stesso fanno i migliori amici dell’uomo che sono stati sottoposti ad un altro esperimento qualche tempo fa per ufficializzare l’incredibile somiglianza. Can che abbaia non dorme e soprattutto sa come far funzionare il proprio cervello!

Simone Ricci

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