Libero
SCIENZA

Doveva precipitare sulla Terra: che fine ha fatto ERBS?

Negli ultimi giorni c'è stata un po' di preoccupazione per le sorti del vecchio satellite ERBS della NASA destinato a cadere sulla Terra

Pubblicato:

La caduta del satellite ERBS Fonte foto: NASA

Volendo adattare all’ambito spaziale la frase più celebre de “La fattoria degli animali” di George Orwell, tutti i satelliti sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri. Lo sanno benissimo gli astronomi che monitorano di continuo queste tecnologie, cercando di prestare attenzione a quelle che, nel tempo, possono diventare dei pericoli vaganti.

Il caso emblematico è quello dell’ERBS, acronimo che sta a identificare l’Earth Radiation Budget Satellite. Si tratta di un satellite progettato dalla NASA e ormai inutilizzato che è finito al centro di un allarme lanciato nelle ultime ore dagli scienziati. Questo dispositivo rischiava di rientrare nell’atmosfera terrestre nel giro di poco tempo, precipitando in un punto imprecisato del globo.

Il destino immaginato per il satellite ERBS

Si è parlato di un rischio calcolato di caduta per quel che concerne l’ERBS, nonostante le sue due tonnellate e mezzo di peso. Le aspettative erano infatti quelle tipiche di molti altri satelliti: gran parte dello strumento spaziale doveva bruciare a contatto con l’atmosfera, mentre alcuni frammenti erano destinati a “sopravvivere” e raggiungere terreni o mari. La tecnologia è effettivamente precipitata sulla Terra, per la precisione a nord-ovest dello Stato americano dell’Alaska. L’impatto è avvenuto nell’Oceano Pacifico, a circa 200 chilometri delle Isole Aleutine. Ma non è tutto in questo caso.

Oltre al satellite ERBS, sul nostro pianeta è caduto anche lo stadio del razzo americano Delta 2, come indicato con precisione dai dati dello Joint Space Operations Center (JSpOC) del Comando Strategico degli Stati Uniti. Lo stadio è precipitato 800 chilometri a sud del Giappone. Fortunatamente non si sono registrati danni a cose o persone, ma gli astronomi erano stati chiari da questo punto di vista. Le probabilità di una conseguenza negativa ai danni di una persona erano molto basse, nello specifico quasi 1 su 10mila. Se non altro la notizia ha fatto tornare attuale una tecnologia ormai considerata obsoleta per via del suo lungo percorso storico alle spalle.

Il primo volo in assoluto del satellite ERBS

L’ERBS faceva parte di una missione della NASA che comprendeva in totale tre satelliti, un progetto fatto partire nel 1984. Il lancio in orbita terrestre bassa è avvenuto nel corso di uno dei viaggi dello Space Shuttle Challenger, esploso poi in un successivo viaggio due anni dopo. L’obiettivo del satellite principale è stato quello di esaminare a fondo la Terra, in particolare il modo in cui il nostro pianeta riesce ad assorbire e irradiare l’energia del Sole. In realtà il suo funzionamento doveva durare soltanto due anni, ma poi si è scelto di prolungare la missione.

Il “pensionamento” dell’ERBS è avvenuto ufficialmente nel 2005, dunque ha continuato a vagare nello spazio per quasi altri due decenni di fila. Già all’inizio del XXI secolo era considerato uno dei più ingombranti rottami spaziali, vera e propria spazzatura di cui sbarazzarsi quanto prima. La caduta sulla Terra è avvenuta in maniera tranquilla, ma questa vicenda ha riacceso i riflettori sul quantitativo incredibile di “immondizia” che si trova nell’orbita terrestre. La minaccia esiste e non può essere mai sottovalutata, soprattutto alla luce del fatto che sempre più tecnologie vengono spedite tra le stelle giorno dopo giorno.

Libero Shopping