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Guerra in Ucraina, i rischi di Chernobyl Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Guerra in Ucraina, le scorie di Chernobyl sono un pericolo? Cosa sappiamo

Chernobyl ha fatto da sfondo a uno dei combattimenti della guerra in Ucraina: ecco cosa si sa in merito alle scorie radioattive presenti nella zona

La guerra in Ucraina ha avuto purtroppo come sfondo anche i luoghi del paese che meno ci si sarebbe aspettati per un conflitto bellico. L’esempio eclatante è quello della centrale nucleare di Chernobyl, la struttura diventata tristemente celebre nel 1986 a causa dell’esplosione di un reattore che ha provocato un disastro di cui ancora si pagano le conseguenze. Le truppe dell’esercito russo sono riuscite ad occupare tutta questa zona nel corso di uno dei primi combattimenti, nonostante la strenua resistenza degli ucraini. A questo punto, però, non ci si può non porre una domanda: le scorie radioattive presenti nell’area rappresentano un pericolo? La risposta non è così semplice come ci si potrebbe attendere.

Secondo Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelensky, non si può dire se la centrale di Chernobyl sia al sicuro in questo momento dopo l’attacco militare, definito “inutile" dallo stesso Podolyak. Che la zona sia pericolosa in quanto una delle più radioattive del mondo lo si sa da tempo. Già 36 anni fa ci si rese conto del pasticcio combinato, tanto da rendere impossibile la vita in questa parte dell’Ucraina per i successivi 24mila anni, una vera e propria eternità. C’è chi sta comunque predicando ottimismo, come ad esempio Bruno Merk, il quale insegna presso l’università britannica di Liverpool.

I rischi che si corrono a Chernobyl

Secondo il professore di ingegneria nucleare, infatti, il pericolo che il materiale radioattiva vada a disperdersi in seguito alla guerra non è poi così elevato. I rischi a Chernobyl, invece, potrebbero esserci nel caso di un vero e proprio attacco deliberato da parte dell’esercito russo. Per evitare qualsiasi problema, il reattore che ha provocato il disastro del 1986 è stato reso in parte innocuo grazie a quello che viene definito “sarcofago", una misura volta a rendere meno intense le radiazioni, tanto è vero che le persone che operano all’esterno possono transitare nei paraggi senza grandi rischi per la salute.

Un sarcofago molto resistente

Si tratta di un rivestimento particolare che potrebbe resistere per un centinaio di anni, una precauzione indispensabile per una situazione di emergenza come questa. Il sarcofago di Chernobyl ha la possibilità di sopravvivere a temperature comprese tra i 43 gradi sotto zero e i 45 gradi centigradi, senza dimenticare la sua funzionalità anche in caso di tornado molto forti e venti di velocità superiore ai 300 chilometri orari. L’ipotesi di una guerra, però, non era stata presa in considerazione dagli esperti e l’incognita non fa dormire ovviamente sonni tranquilli. L’incertezza sulla durata del conflitto rende il tutto ancora più nebuloso.

Le scorie presenti a Chernobyl sono di difficile stoccaggio, come è facile immaginare. I vari rifiuti sono destinati a un nuovo sito in fase di costruzione, peccato che i lavori siano stati interrotti e che ora ci sia lo zampino della guerra. Secondo un rapporto stilato dall’ONU, il disastro nucleare avrebbe causato 65 decessi accertati e ben 4mila casi di tumori alla tiroide, soprattutto tra i residenti più giovani della zona. I numeri ufficiali, comunque, sono stati contestati da diverse associazioni, come ad esempio Greenpeace, secondo cui la stima delle morti deve essere rivista al rialzo.

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