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Il produttore degli iPhone fa un accordo con la Fiat: OK dalla UE

La Commissione Europea ha dato il via libera alla joint venture tra Stellantis e Foxconn che mira, tre le altre cose, a ridurre la carenza di chip nel settore automotive

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Fiat Fonte foto: luca pbl / Shutterstock

A due anni di distanza dall’annunciata joint venture Stellantis-Foxconn, la Commissione Europea ha approvato l’accordo. Secondo l’UE, questa cooperazione non rappresenta una minaccia per la concorrenza sul mercato, poiché i due gruppi non sono attualmente attivi negli stessi settori né le loro attività si sovrappongono altrove. Nasce quindi una nuova società, con lo scopo di creare chip per il gruppo automobilistico ma anche per i concorrenti.

Accordo Stellantis-Foxconn: di che si tratta

La join venture darà vita a una nuova società chiamata Mobile Drive che avrà sede nei Paesi Bassi e sarà compartecipata con la stessa quota dalle due aziende. L’intento di questa collaborazione approvata dall’UE è combinare le capacità tecnologiche di Foxconn con la grande esperienza di Stellantis nel mondo automotive.

Il frutto di tutto questo saranno nuove soluzioni di infotainment e telematica che saranno adottate in un prossimo abitacolo intelligente che verrà proposto nelle future auto del gruppo. Allo stesso tempo Mobile Drive svilupperà anche soluzioni software basate sul cloud che includeranno intelligenza artificiale, assistenti vocali, navigazione e sistemi di pagamento per acquisti (dall’auto) nei vari e-commerce.

La crisi dei chip è finita?

Stellantis, di cui fanno parte ben 16 marchi automobilistici (Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Maserati, Mopar, Opel, Peugeot, Ram, e Vauxhall), vuole lavorare con Foxconn anche avere una fornitura più stabile di microchip. Questa è ovviamente una risposta alla carenza globale di chip, che è uno dei maggiori problemi che le case automobilistiche stanno affrontando dal 2020.

Secondo l’accordo i chip che verranno realizzati da questa joint venture saranno installati nelle auto del gruppo Stellantis dal 2024, ma saranno venduti anche ad altre case automobilistiche. Secondo Carlos Tavares, CEO di Stellantis, questa carenza di chip è destinata a finire entro il 2023, ma il gruppo non vuole farsi trovare impreparato nel caso si ripresenti una nuova crisi.

Ormai ogni auto attuale fa sempre più uso di elettronica e di conseguenza di chip che gestiscono tutte le varie funzioni. La mancanza di questi chip ha costretto le case automobilistiche ad avere una previsione di consegna per una nuova auto (acquistata oggi) ad oltre 6 mesi.

Motivo per cui le auto in pronta consegna, che storicamente erano quelle che nei concessionari venivano proposte con forti sconti, ora costano più di quelle in cui si può scegliere motorizzazione, colore della carrozzeria, optional e via dicendo. E’ chiaro che si tratta di un mercato che va al contrario e che la situazione va risolta prima possibile.

Foxconn, dall’iPhone all’automotive

La taiwanese Foxconn, il cui vero nome è Hon Hai Precision Industry, è il più grande produttore di dispositivi elettronici al mondo e lavora, su commissione, con diverse aziende a livello globale. Nelle sue immense fabbriche l’azienda cinese assembla molti dei prodotti di brand che abbiamo tra le mani o nelle nostre case. Il più famoso è senza dubbio l’iPhone, che Apple fa produrre proprio a Foxcoon.

La maggior parte delle sue fabbriche sono in Cina, come quella di Zhengzhou dalla quale centinaia di lavoratori sono fuggiti nelle settimane scorse per sottrarsi al lockdown imposto dal governo Cinese per un focolaio di Covid-19 che si è verificato nella regione. Per evitare questo esodo di massa i dirigenti avevano promesso un bonus per chi fosse restato.

Oggi Foxconn è di fatto il braccio di moltissime aziende dell’elettronica, come Cisco, Huawei, Nintendo, Sony, Nokia, Microsoft, Amazon, HP, IBM e la lista sarebbe ancora molto lunga perché Foxconn non si limita solo ad assemblare i dispositivi: produce anche componentistica di vario tipo ed è molto difficile, oggi, trovare un dispositivo elettronico che non abbia al suo interno almeno un pezzettino proveniente da una fabbrica Foxconn.

La produzione di chip è un business relativamente nuovo per il gruppo cinese, che sta però investendo pesantemente in questa direzione come dimostra anche l’accordo con Stellantis.

 

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