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Un nuovo segnale radio è arrivato dallo Spazio: cosa ci dice esattamente?

Gli astronomi sono riusciti a studiare meglio un segnale radio nell'Universo, quello in grado di dirci di più su una galassia lontanissima

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Un nuovo segnale radio dallo Spazio che apre a scenari impensabili fino a poco tempo fa. I ricercatori dell’Indian Institute of Science e della McGill University ne hanno intercettato uno che sarà molto utile per acquisire nuove conoscenze su una galassia stellare che si trova a 9 miliardi di anni luce dal nostro pianeta. Proprio questa distanza è significativa come non mai.

In effetti bisogna considerare che il Big Bang si è verificato quasi 14 miliardi di anni fa, mentre il nostro sistema solare 4,5 miliardi di anni fa. Il precedente “record” per quel che riguarda un segnale radio del genere era decisamente inferiore, 5 miliardi di anni luce per la precisione. Per arrivare al nuovo primato ci si è avvalsi delle teorie di Albert Einstein.

Il segnale radio e la “linea dei 21 centimetri”

Il segreto del segnale radio a 9 miliardi di anni luce dalla Terra sta tutto in una descrizione che il celebre fisico tedesco fece nel 1916, esaminando i segnali emessi dall’idrogeno. In poche parole, 400mila anni dopo il Big Bang, protoni ed elettroni finirono per legarsi ai neutroni, formando idrogeno neutro che rappresenta la base delle prime stelle e galassie. Al tempo stesso, l’energia della luce ultravioletta che viene emessa dalle stelle di nuova formazione può portare via gli elettroni dall’idrogeno neutro, dando vita a quello ionizzato. L’onda radio che si forma in questo caso è nota come “linea dei 21 centimetri”.

La ricerca da record sul segnale radio che potrebbe essere utile per approfondire la storia di una galassia lontana si è avvalsa di questa teoria e anche di quella della teoria generale. Secondo Einstein, la curvatura dello spazio-tempo riesce a piegare la luce mentre passa vicino a oggetti di massa non indifferente (ad esempio un buco nero). Maggiore è la massa e più estrema sarà la curvatura. Le onde radio, proprio come la linea dei 21 centimetri, non sono altro che forme di luce, di conseguenza vengono amplificate dall’attrazione gravitazionale.

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Il segnale radio della galassia lontana

Prima di arrivare ai loro risultati definitivi, i ricercatori hanno cominciato a studiare galassie più vicine, con le conclusioni più interessanti che si riferiscono a una gigantesca galassia a 1,7 miliardi di anni luce dalla Terra. Gli astronomi dell’Indian Institute of Science e della McGill University, poi, sono stati in grado di ingrandire la linea dei 21 centimetri e di calcolare la distribuzione della sua massa nella galassia che ha emesso il segnale radio a 9 miliardi di anni luce. C’è da dire che la galassia stessa aveva una massa fluttuante superiore rispetto a quella delle stelle visibili. Qual è la portata di una scoperta del genere?

Gli esperti non si sono ancora sbilanciati, anzi per il momento ci sono diversi misteri da risolvere. L’aspetto fondamentale, però, è che le lenti gravitazionali come quelle utilizzate in questo studio astronomico permetteranno di raccogliere un numero maggiore di informazioni sui primissimi giorni dell’Universo. Ecco perché c’è una certa emozione nello scoprire dettagli rimasti per il momento oscuri. Allo stesso modo, se ne saprà di più sull’evoluzione delle stelle e delle galassie, a partire dalle loro fasi primordiali.

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