A Pompei è affiorato nel corso di uno scavo il rilievo funebre di una coppia, la nuova scoperta
Rilievo funebre scopero a Pompei: dagli scavi sono emerse due figure a grandezza naturale. Ecco qual è il mistero che si cela dietro la donna rappresentata
Gli scavi archeologici di Pompei non smettono di riservare sorprese magnifiche agli esperti impegnati negli scavi. Presso la necropoli di Porta Sarno è così emerso un rilievo funebre a dir poco magnifico. Vi sono ritratte due figure che, ancora una volta, testimoniano come il tempo si sia fermato in questo luogo magnifico e drammatico. Sono infatti in un ottimo stato di conservazione.
Nuovo rilievo funebre a Pompei
L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha seppellito l’ormai celeberrima Pompei, che ancora oggi regala elementi da scoprire. Chi visita gli scavi archeologici ha la certezza, anno dopo anno, di vedere qualcosa di nuovo.
In tempi recenti gli scavi e i restauri hanno restituito reperti di enorme rilevanza. Una delle ultime scoperte è avvenuta nei pressi della necropoli di Porta Sarno. È infatti emerso un rilievo funebre che ritrae una coppia a grandezza naturale. Un ritrovamento che ha spinto gli esperti a cimentarsi anche in analisi relative alla società del tempo. Chi era quella donna e che ruolo ricopriva?
Il significato di questa scoperta
Tassello dopo tassello, ogni nuova scoperta migliora la comprensione degli esperti del mondo al tempo in cui Pompei era una città florida. Lo dimostra il ritrovamento avvenuto a febbraio 2025. Una nuova “Villa dei Misteri” che ha svelato affreschi raffiguranti celebrazioni dedicate a Dioniso.
Poco prima era stato ritrovato un complesso termale all’interno di una domus privata. Gli esperti impegnati negli scavi sono sempre alla ricerca di nuove risposte e ciò vale anche per il ritrovamento nella necropoli di Porta Sarno.
Il rilievo funebre ha delle dimensioni quasi reali. Vi sono raffigurati un uomo e una donna, come detto. Ritrovamento avvenuto nel corso del progetto di ricerca Investigating the Archeology of Death in Pompeii, portato avanti dall’Università di Valencia.
In quest’area gli scavi hanno avuto inizio a luglio 2024 ma l’area era già stata precedentemente indagata nel corso degli anni ’90. Al tempo si era impegnati nei lavori d’ampliamento della rete della Circumvesuviana. Un lavoro che portò all’individuazione di sepolture a cremazione.
Tornando però a questo ultimo ritrovamento, perché la figura femminile ha attirato così tanta attenzione? Tutto ruota intorno agli accessori rappresentati. Suggeriscono infatti che possa trattarsi di una sacerdotessa di Cerere (dea romana della fertilità e dell’agricoltura). Stando alle prime datazioni, risalirebbe al periodo tardo repubblicano ma non è ancora detta l’ultima parola. Occorrono infatti ulteriori studi per poter ottenere una conferma.
Grande entusiasmo da parte di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei. Ha infatti evidenziato l’enorme significato di questo reperto, che evidenzia anche l’importanza della collaborazione con l’Università di Valencia.
Attualmente le due sculture non sono più in loco. Sono state trasportate presso la Palestra Grande degli scavi, dove saranno sottoposte a dei lavori di restauro. In seguito saranno poi esposte nella mostra Essere donna nell’antica Pompei, che sarà inaugurata il 16 aprile 2025.
Ecco il commento del direttore: “Questa campagna è una chance importante per ampliare le ricerche e le attività di valorizzare nell’area fuori le mura di Pompei”.