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Un triste record è stato raggiungo in Amazzonia, siccità ai massimi livelli: cosa rischiamo ora?

Crisi climatica in Amazzonia: cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro. Il mondo rischia di perdere uno dei suoi polmoni

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I cambiamenti climatici che tutti noi sperimentiamo ogni giorno, ormai, sono una piaga devastante per l’Amazzonia. Le condizioni sono già allarmanti e, considerando quanto sia cruciale quest’area del mondo, si tratta di una crisi che riguarda tutti noi. Uno studio del World weather attribution ha gettato luce sulle cause scatenanti della dilagante siccità che sta stringendo l’Amazzonia in una morsa.

Siccità in Amazzonia

Non è la prima volta che parliamo di siccità in Amazzonia, purtroppo. Il fenomeno che attualmente sta devastando questa cruciale regione della Terra è infatti in corso da mesi. Le zone agricole sono in crisi per questa ragione. Ciò avviene in quasi tutta l’area interna. Tutto ciò si traduce, in termini pratici, in una problematica di carattere economico, ma non solo. Questa crisi ambientale genera infatti numerosi incendi, che mettono a rischio la vita dei locali e il verde amazzonico, che è tra i più importanti al mondo.

Risultano inoltre ridotti alcuni corsi d’acqua, il che mette a repentaglio la vita della fauna locale. Sono milioni gli abitanti colpiti in maniera gravosa. Fino a oggi, in tanti avevano puntato il dito contro il fenomeno di El Niño, il che di fatto vuol dire guardare con speranza al futuro. Gestita l’emergenza, si sarebbe tornati a una condizione più convenzionale. Un nuovo studio, però, collega in maniera diretta tali accadimenti al riscaldamento globale. Una dinamica che di certo non verrà corretta dal clima, ormai in avanzato stato di cambiamento, nel giro di uno o due anni. L’allarme lanciato dagli scienziati del World weather attribution è reale e devastante.

Stando all’analisi, i cambiamenti climatici hanno reso gli episodi di siccità trenta volte più probabili. La situazione non farà che peggiorare, evidenziano gli esperti. L’Amazzonia verrà spinta, di fatto, verso un punto di non ritorno. Potremmo assistere a una vera e propria condizione di transizione accelerata. L’allarme, di fatto, pone in evidenza chance drastiche di passaggio da una condizione di foresta tropicale a una di savana. Non avverrà da un giorno all’altro, certo, ma le tempistiche non sono rassicuranti. Condizioni di siccità come quelle attuali, con aumento della temperatura media globale di 2 gradi centigradi, rischiano di manifestarsi ogni 13 anni. Una trasformazione drastica, considerando come ad oggi il lasso di tempo è stimato a 50 anni.

Lotta ai cambiamenti climatici

Una condizione come quella prefigurata dalla ricerca, ridurrebbe drasticamente le capacità dell’Amazzonia di assorbire il biossido di carbonio. Ciò vuol dire che avremo un alleato cruciale in meno nella lotta alle conseguenze delle nostre stesse azioni, su base planetaria. Il riscaldamento globale si accelererà e, di conseguenza, assisteremo a impatti più gravosi. Ad oggi l’area è capace di stoccare più di 100 miliardi di tonnellate di CO2, dunque il doppio delle emissioni mondiali annuali.

Ecco le parole allarmanti di Regina Rodrigues, docente di oceanografia dell’Università federale di Santa Catarina, riportate dal New York Times: “L’Amazzonia può rappresentare la costruzione o la distruzione della nostra lotta contro i cambiamenti climatici. Se proteggeremo la foresta, essa continuerà ad agire come il più grande ‘pozzo’ di CO2 al mondo. Ma se permetteremo alle emissioni antropiche e alla deforestazione di superare i punti di non ritorno, verranno liberate enormi quantità di biossido di carbonio”.

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