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Virgin Galactic, riaperta la vendita di biglietti per turisti spaziali: quanto costano

L'azienda di Richard Branson offrirà di nuovo la possibilità a non professionisti con ampie possibilità economiche di viaggiare nello spazio

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Virgin Galactic, si torna a volare nello spazio Fonte foto: Ansa

Sfruttare lo spazio per fare qualcosa di buono. È questo lo slogan di Virgin Galactic, compagnia creata dal ricco imprenditore britannico Richard Branson, fondatore a sua volta del marchio Virgin, per rendere possibili i voli spaziali commerciali. L’ultima “cosa buona” di questa azienda in ordine temporale è sicuramente la riapertura della vendita dei biglietti per andare in orbita anche se non si è astronauti professionisti. Come reso noto nelle ultime ore, infatti, i tagliandi sono già disponibili però non bisogna pensare al primo sconosciuto di questo pianeta che avrà l’opportunità di salire a bordo di una navicella. I prezzi per assicurarsi i preziosi biglietti sono a dir poco proibitivi.

I viaggi proposti da Virgin Galactic costano 450mila dollari e per avere la certezza di far parte dell’equipaggio è necessario versarne 150mila come caparra cauzionale. Non è dunque una proposta adatta a tutte le tasche, ma il fascino dell’offerta commerciale di Virgin Galactic è innegabile. Lo scorso anno ci furono 700 vendite, nonostante una lista d’attesa molto limitata e l’esclusione di qualsiasi altro pretendente allo spazio. Qualche numero in più può spiegare meglio quello che accadrà a breve. La partenza del primo volo è in programma entro il prossimo mese di dicembre, per la precisione dal deserto del New Mexico. La durata dei viaggi, poi, sarà sempre la stessa.

Il titolo vola in Borsa

Si sta parlando di 90 minuti complessivi, un tempo che deve sembrare infinito per chi non è mai stato tra le stelle. Inoltre Virgin Galactic ha pensato proprio a tutto per rendere l’iniziativa commerciale ancora più accattivante. In particolare, il logo è stato rinnovato ad hoc con una astronave in bella mostra e il design ed ingegneristica in primo piano. Come era facilmente prevedibile, i titoli azionari della compagnia di Branson sono aumentati a vista d’occhio. Poco dopo l’annuncio, infatti, è stato registrato un incremento pari a 33 punti percentuali che è stato “accompagnato” dal livello massimo mensile, poco meno di 11 dollari.

Una questione tra miliardari

La corsa “privata” allo spazio sembra ormai una questione tra paperoni. Non c’è soltanto Richard Branson in prima linea (si tratta, tra l’altro, del primo turista spaziale della storia): anche Elon Musk sta spremendo da tempo le meningi per battere sul tempo i concorrenti, senza dimenticare il numero uno di Amazon, Jeff Bezos, che sta guadagnando milioni e milioni grazie alla vendita di questi biglietti speciali. La storia di Virgin Galactic non è poi così lunga, anche se gli eventi degli ultimi anni potrebbero far pensare a un’azienda navigata e con un’esperienza comprovata.

La sua fondazione risale al 2004, dunque 18 anni fa. L’obiettivo principale è stato dichiarato fin da subito, nonostante un comprensibile scetticismo iniziale. Nel 2011 c’è stata l’inaugurazione dello Spaceport America, la piattaforma da cui partono tutte le navicelle col marchio di Virgin Galactic. Si sta parlando del primo aeroporto spaziale mai costruito su questo pianeta, con il debutto programmato per l’anno successivo. Non sono mancati i momenti difficili, tra cui esplosioni e decessi in volo, ma i progressi compiuti sono stati evidenti e l’impressione è che ce ne saranno ancora molti in futuro.

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