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Amazon compra il dominio .amazon: ecco quanto ha sborsato

Amazon ha comprato il dominio .amazon dopo una causa di 7 anni con gli Stati del Sud America. A cosa gli servirà? Scopri tutta la vicenda

31 Maggio 2019 - Amazon è uno dei maggiori colossi tecnologici al mondo. Il suo fondatore, Jeff Bezos, è partito da un garage per poi costruire gradualmente un vero e proprio impero economico. Si potrebbe pensare che non desideri più nulla, che abbia tutto ciò che vuole. Ma non è così. Infatti, da 7 anni combatteva per ottenere il dominio .amazon.

In questi giorni, la vicenda è venuta a capo. Il CEO ha vinto la causa contro otto Stati del Sud America. L’obiettivo era ottenere in esclusiva la possibilità di avere nell’indirizzo web la parola inglese amazon che si traduce con Amazzone o Rio delle Amazzoni, e che, allo stesso tempo, è anche il nome del colosso americano. Questo termine è stato quindi motivo di una accesa contesa. Dopo tanti anni, il fondatore del colosso americano può definirsi soddisfatto: ha raggiunto il suo scopo. Ma quanto gli è costato realizzare questo desiderio?

Perché Jeff Bezos vuole il dominio .amazon?

La contesa è girata per anni attorno alla parola amazon. Il termine si riferisce sia al Rio delle Amazzoni, sia al più grande e-commerce del mondo. Jeff Bezos desiderava da sempre registrare questo dominio a nome suo, ma i Paesi del Sud America, come Brasile o Perù si sono sempre opposti. Volevano anche loro usare il dominio a scopi turistici e informativi, visto che l’Amazzonia si estende sui loro territori e ha enormi potenzialità turistiche. Per esempio, il dominio potrebbe essere usato per creare piattaforme come “turismo.amazon” in modo da attirare viaggiatori da tutto il mondo. Bezos dal canto suo, voleva acquistare lo stesso indirizzo per promuovere i servizi del suo e-commerce.

Dopo sette anni di diatribe, l’Icann (Corporation for Assigned Names and Numbers) ovvero l’ente che supervisiona i protocolli e gli indirizzi web, si è schierato dalla parte di Jeff Bezos. Gli Stati dell’America Meridionale per contrastare questa alleanza si sono riuniti nella Amazon Cooperation Treaty Organisation (Acto).

Come è terminata la diatriba?

In questi giorni i due gruppi hanno trovato un compromesso. Il gruppo costituito dai Paesi sudamericani ha promesso di non usare sul web un totale di 1500 parole che facciano riferimento alla cultura e all’eredità naturale dell’Amazzonia. In cambio, all’Acto saranno donati nove domini da usare senza fini commerciali per promuovere la regione. Durante la trattativa, Amazon avrebbe proposto all’associazione dei Paesi sudamericani 5 milioni di dollari per avere il possesso esclusivo del dominio .amazon. Purtroppo, non si tratta di contanti, ma dell’equivalente di quella cifra in servizi e lettori Kindle. L’offerta è stata rifiutata dall’Acto.

Il colosso americano avrà comunque ampia libertà sull’uso del termine amazon, e potrà promuovere i suoi servizi in tutto il mondo, senza pensare troppo alle conseguenze causate agli Stati del Sud America.

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