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Antartide, l’AI scopre una mappa del tesoro dei meteoriti

Un algoritmo di machine learning ha realizzato una "mappa del tesoro" dei meteoriti in Antartide: ci sarebbero ancora 300.000 meteoriti da scoprire

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Mappa del tesoro: in Antartide ci sono ancora migliaia di meteoriti da scoprire Fonte foto: ANSA

L’Intelligenza Artificiale potrebbe aiutare gli scienziati a scoprire un tesoro inesplorato di meteoriti sepolto nei ghiacci dell’Antartide.

Oltre il 60% dei meteoriti mai rinvenuti sulla superficie del nostro pianeta proviene dal continente antartico, e a quanto pare ci sono ancora quasi 300.000 meteoriti da scoprire e mettere a disposizione della comunità scientifica per indagare i processi di formazione dei corpi celesti.

I meteoriti in Antartide

Il regista Werner Herzog ed il vulcanologo Clive Oppenheimer gli hanno recentemente dedicato il documentario “Fireball: Visitors from Darker Worlds”: i meteoriti, e i crateri che ne testimoniano la fine, hanno avuto nei secoli un importante impatto culturale, spirituale e scientifico sulle comunità che si sono trovate a tu per tu con il fenomeno delle pietre che raggiungono la Terra da altri mondi.

Più della metà dei meteoriti che vengono scoperti nel mondo provengono dall’Antartide, e la cosa è dovuta principalmente ad una questione di “visibilità”: a differenza di quanto avviene sui terreni pietrosi, dove i meteoriti si confondono facilmente con le pietre terrestri, il manto antartico di ghiaccio e neve lascia infatti scoprire senza difficoltà i sassi scuri provenienti dal cielo.

Generalmente, il ritrovamento di meteoriti in Antartide avviene essenzialmente per caso, nel corso di “costose missioni di ricognizione” che da oggi, grazie agli scienziati autori della ricerca appena pubblicata su Science Advance, possono servirsi di una speciale “mappa del tesoro” dei meteoriti ancora nascosti sotto i ghiacci polari.

La mappa interattiva dei meteoriti è stata realizzata a partire da un dato scientifico noto sin da alcune fortunate spedizioni giapponesi degli anni Sessanta: la maggior parte dei meteoriti rinvenuti in Antartide si trovano in prossimità delle catene montuose, nelle aree in cui il manto ha l’aspetto del cosiddetto “ghiaccio blu”.

Secondo la ricerca, i meteoriti vengono coinvolti nei lentissimi movimenti dei ghiacci artici che – in prossimità di catene montuose – tendono a portarli ciclicamente in superficie, rendendoli infine ben visibili soprattutto nelle aree di ghiaccio blu non coperte da neve. Non è un caso se la maggior parte dei meteoriti mai rinvenuti nel continente antartico – si parla di circa 45mila esemplari – provenga proprio da zone nei pressi di catene montuose.

La mappa del tesoro

La “mappa del tesoro” dei meteoriti rivela una importante novità: secondo gli scienziati autori dello studio, in Antartide esiste ancora un tesoro sterminato di pietre spaziali; le analisi condotte grazie alle immagini satellitari della NASA suggeriscono che “attualmente abbiamo recuperato meno del 15% dei meteoriti presenti sulla superficie dell’Antartide”.

C’è un tesoro ancora tutto da scoprire, quindi. Ed un algoritmo di machine learning, una forma piuttosto “base” di Intelligenza Artificiale, è riuscito a costruire una mappa molto dettagliata di dove andare a cercare gli altri meteoriti conservati dai ghiacci antartici. Ovviamente non sulla base delle immagini dallo spazio, giacché i meteoriti sono troppo piccoli per essere visti da lì, ma sulla base di dati fisici come la geometria della superficie, la temperatura e i flussi dei ghiacci.

Il risultato è una mappa interattiva, accessibile online, che indica con un’accuratezza stimata dell’80% un set di circa 600 “zone di arenamento”, alcune delle quali in prossimità di stazioni di ricerca, ancora completamente inesplorate.

Secondo gli autori della ricerca, in queste zone potrebbero esserci ancora 300.000 meteoriti da scoprire; come viene ricordato nell’introduzione allo studio, “i meteoriti dell’Antartico sono particolarmente importanti in quanto immacolati”, conservati dai ghiacci nelle loro caratteristiche più importanti per la scienza.

I meteoriti non sono soltanto le “palle di fuoco” da cui originano culti e culture raccontate da Herzog: le rocce che arrivano sul nostro pianeta dopo un viaggio inimmaginabile nelle regioni più remote del cosmo possono rivelarci molto dell’Universo. I meteoriti sono “parti di corpi planetari che si sono formate e sono cambiate attraverso l’evoluzione del Sistema Solare”: portano dunque con sé le tracce della storia più profonda del nostro sistema planetario, e sono in grado di svelare molto dei processi, ancora in parte misteriosi, con cui si sono formati i pianeti che oggi conosciamo.

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