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SICUREZZA INFORMATICA

Bastano 5 tentativi per scoprire la sequenza di sblocco su Android

Una ricerca incrociata di università inglesi e cinesi ha scoperto che è molto semplice scoprire la sequenza di sblocco degli smartphone Android

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Bastano 5 tentativi per scoprire la sequenza di sblocco su Android Fonte foto: yauhenka / Shutterstock, Inc.

Per voi quanti tentativi servono per sbloccare uno smartphone Android protetto da una sequenza di blocco? La risposta viene da una ricerca incrociata di alcune università ed è preoccupante. A un hacker bastano cinque tentativi per sbloccare il vostro smartphone e avere accesso ai vostri dati personali.

La sequenza di blocco non è sicura. Secondo i dati raccolti dalla Lancaster University e dall’Università di Bath (in Inghilterra), in collaborazione con la cinese Northwest University, la sequenza di blocco non è sicura per gli smartphone Android. Come detto, bastano cinque tentativi per prendere possesso dei dati e del dispositivo. Dalla ricerca si scopre che oltre il 40% degli utenti Android utilizza attualmente questa sequenza per salvaguardare lo smartphone da occhi indiscreti. Gli esperti però consigliano un PIN o la scansione delle impronte digitali come metodi più sicuri per la nostra privacy. Gli stessi ricercatori hanno detto che più è complessa la sequenza di blocco scelta, più è facile decifrarla. 

Perché la sequenza di blocco non è sicura?

Se si vuole scoprire come mettere al sicuro il proprio smartphone Android da malware e hacker, cliccate sull'immagineFonte foto: Shutterstock

Se si vuole scoprire come mettere al sicuro il proprio smartphone Android da malware e hacker, cliccate sull’immagine

Uno dei primi motivi per cui la sequenza di blocco non è sicura è dato dal fatto che è troppo visibile. Un malintenzionato potrebbe spiarci e scoprirla, oppure in maniera più elaborata potrebbe riprenderci e utilizzare poi un software in grado di riprodurre la giusta combinazione integrando la posizione delle nostre dita e i movimenti delle stesse sul display del dispositivo. Dalla ricerca emerge che questo scenario non è improbabile. I software elaborano i movimenti anche se ripresi da due metri e mezzo di distanza. E in spazi affollati come metropolitane o uffici pubblici non è semplice accorgersi di essere ripresi. In più questa tecnica è molto usata dai ladri di smartphone prima di impossessarsi dei dispositivi altrui. Su 120 dispositivi analizzati questa tecnica ha funzionato nel 95% dei casi.

Come difendersi dagli attacchi hacker

Cliccando sui link che seguono, invece, potrete scoprire  suggerimenti, alcuni più tecnici altri più alla portata di tutti, riguardanti la sicurezza informatica e scoprire le tipologie di attacchi più comuni: dagli attacchi DDoS al phishing, passando per le botnet. Inoltre, troverete suggerimenti per proteggere il vostro smartphone.

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