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Meta contro Meta Fonte foto: shutterstock
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Meta contro Meta: che sta succedendo in America

La società Meta di New York che si occupa di installazioni artistiche digitali farà causa alla società Meta di Mark Zuckerberg per violazione di marchio

Meta, ossia la nuova società di Mark Zuckerberg sotto cui troviamo Facebook, Instagram, WhatsApp e Oculus in realtà ha un’omonima: è una società di New York che si occupa di installazioni digitali e artistiche che ha il medesimo nome Meta (per la precisione "Meta.is") e ha annunciato che farà causa a Meta (quella di Facebook) per violazione del marchio, sostenendo che il cambio di nome voluto da Zuckerberg ha violato il loro marchio oramai presente sul mercato da oltre 12 anni.

In un post pubblicato da Meta.is più piccola si legge: "Il 28 ottobre 2021, Facebook ha sequestrato il nostro marchio e nome META, che abbiamo costruito con sangue, sudore e lacrime per oltre dodici anni. Oggi, dopo otto mesi in cui abbiamo cercato di negoziare in buona fede con Facebook senza alcun risultato, non ci è rimasta altra scelta che intentare causa contro di loro". In effetti, quando Mark Zuckerberg annunciò il cambio del nome da Facebook a Meta si sollevarono moltissime perplessità. Ma l’obbiettivo era quello di alludere al metaverso, quindi "Meta" è un nome ideale al netto di altri impedimenti. Peccato, però, che almeno un impedimento c’era: quel nome era già di proprietà da 12 anni di un’altra società, peraltro molto attiva nel mondo dell’arte digitale che, di fatto, è assai vicino ai concetti del metaverso.

Chi è Meta, la società più piccola

Meta.is è stata fondata nel 2010 da Justin Bolognino e per ironia della sorte è una società di marketing che sviluppa attività nel mondo reale e virtuale, ed è impegnata nella lotta per i diritti di proprietà intellettuale, l’attribuzione e gli interessi finanziari dei creatori.

Nel 2016, Bolognino si è associato con Nick Sciorra, uno stratega della tecnologia dei media e oggi Chief Strategy Officer di Meta.is. Insieme hanno collaborato a progetti digitali per Spotify, Twitter, HP, Microsoft e Google e sostenuto artisti digitali tra cui Beeple, Android Jones, Emily Baltz e musicisti come St. Vincent o Porter Robinson.

Tra i lavori più importanti di Meta.is ci sono installazioni al Coachella Festival o al festival Cannes Lions.

La disputa legale tra Meta e Meta

La disputa legale su chi potrà usare effettivamente il nome Meta è appena ai suoi esordi e, a meno che non si giunga a un accordo molto vantaggioso per Meta.is (che a quanto pare non intende mollare di un millimetro le sue posizioni), sembra che alla Meta grande toccheranno mesi di preoccupazioni.

Nel frattempo, però, Meta.is non le manda certo a dire e, al contrario, è a dir poco aggressiva nei confronti dell’altra Meta: "Meta [Meta.is, ndr] non può più fornire beni e servizi con il marchio META, perché è probabile che i consumatori credano erroneamente che i prodotti e i servizi di Meta provengano da Facebook e che Meta sia associato alla tossicità che è indissolubilmente legata a Facebook".

Come cambiano i tempi: dieci anni fa un’azienda avrebbe venduto l’anima al diavolo pur di essere scambiata per Facebook…

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