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PEC amministratori di società, cambia la normativa: la novità

La legge di bilancio 2025 istituisce l’obbligo di PEC per gli amministratori di società. Chi sono i destinatari e come ottemperare all’obbligo.

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Un uomo scrive di fronte a un PC con un'icona di posta elettronica sullo schermo Fonte foto: iStock - juststock

Novità in arrivo per tutte le attività imprenditoriali costituite in società (come le società di capitali o le società a responsabilità limitata). A partire dallo scorso 1 gennaio 2025, con l’entrata in vigore della Legge Finanziaria 2025, gli amministratori sono tenuti a iscrivere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata presso il Registro delle Imprese di competenza.

L’applicazione della nuova normativa è stata ulteriormente chiarita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, con una nota del 12 marzo 2025, ha iniziato a diradare i dubbi su chi sono i destinatari della misura, come dovrà avvenire la comunicazione e quali le sanzioni previste per chi non dovesse rispettare la nuova direttiva.

L’obbligo è già in vigore per le società di nuova costituzione mentre le società già costituite avranno tutta la prima metà dell’anno per mettersi in regola. Le modalità per farlo sono spiegate nella già citata nota del MIMIT e non richiedono nuovi aggravi per le società.

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PEC obbligatoria per gli amministratori di società: cosa prevede la normativa

L’obbligo di PEC per gli amministratori di società è stato introdotto con l’articolo 1, comma 860 della legge 207/2024 (ossia, la Legge di Bilancio 2025) con l’obiettivo di creare un canale di comunicazione ufficiale, tracciabile e sicuro tra aziende e Pubblica Amministrazione.

Come accennato poco più sopra, l’obbligo è già in vigore per le società di nuova costituzione, mentre le società già costituite avranno tempo fino al 30 giugno 2025 per regolarizzare la loro posizione. Per ottemperare all’obbligo, sarà sufficiente comunicare l’indirizzo PEC al Registro delle Imprese di competenza.

Nella nota del 12 marzo scorso, il MIMIT spiega anche che l’obbligo ricade sui singoli amministratori e non sull’organo di amministrazione. Detto in parole semplici, per le società con due o più amministratori sarà necessario comunicare l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata di ognuno di essi.

Diverso, invece, il caso in cui un professionista ricopra il ruolo di amministratore in due o più aziende. In questo caso, specifica il MIMIT, sarà possibile utilizzare lo stesso indirizzo di Posta Certificata per tutte le imprese.

Chi sono i destinatari della misura

Stando a quanto riportato nella nota esplicativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’obbligo di comunicazione riguarda gli amministratori di:

  • Società di persone e di capitali;
  • Reti d’impresa, se iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese e con soggettività giuridica;
  • Società semplici con attività agricola.

Restano esclusi dall’obbligo di comunicazione gli amministratori di:

  • Società semplici;
  • Società di mutuo soccorso;
  • Consorzi anche con attività esterna e società consortili;
  • Enti giuridici non costituiti in forma societaria o non rivolti allo svolgimento di un’attività imprenditoriale.

Anche i liquidatori di società dovranno comunicare la loro PEC contestualmente all’assunzione della carica.

PEC amministratori di società: le sanzioni per chi non rispetta l’obbligo

Nella nota esplicativa del Ministero delle Imprese vengono anche indicate le sanzioni per gli amministratori che non regolarizzeranno la loro posizione entro il prossimo 30 giugno 2025.

In caso di inadempienza, tutte le pratiche della società presso la Camera di Commercio saranno bloccate sino alla regolarizzazione.

Per gli amministratori, invece, è prevista una sanzione da 103 euro a 1.032 euro (ridotta a un terzo nel caso in cui la comunicazione avvenga entro 30 giorni dalla notifica).

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