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L'origine della spiaggia rossa a Santorini: perché è diventata così?

Una delle attrazioni principali dell'isola di Santorini è senza dubbio la spiaggia rossa, un litorale particolare che ha un'origine curiosa

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La più grande delle isole Cicladi, ma anche la più meridionale di questo stesso arcipelago nel Mare Egeo. Santorini è una delle mete più gettonate d’estate (e non solo) e non è difficile capire il perché: rappresenta la “Grecia da cartolina”, un vero e proprio gioiello per la nazione ellenica. Sono le spiagge a farla da padrone e una di queste è davvero straordinaria.

Si sta parlando della spiaggia rossa, nella parte Sud-Ovest e a poca distanza da un importante sito archeologico, Akrotiri. Piccola e stretta, questa spiaggia ha una caratteristica unica, la sabbia e i sassi di colore rosso granata e nero. Il tutto viene impreziosito da un mare cristallino e un fondale spettacolare. Ma quali sono le origini storiche di questo luogo?

L’inconfondibile colore della spiaggia rossa di Santorini

Le scogliere della spiaggia rossa sono in continua mutazione a causa dei fenomeni atmosferici, questo vuol dire che ogni anno si ammira uno spettacolo completamente diverso. La tonalità così particolare e riconoscibile si deve a un evento che si è verificato oltre tre millenni e mezzo fa. Il fatto storico ha una datazione ben precisa, il 1628 avanti Cristo. È l’epoca in cui si verificò un’eruzione vulcanica catastrofica come non mai, con tutta probabilità uno degli eventi più intensi di questo tipo che abbiano mai interessato il pianeta Terra.

Questo lontano episodio storico è meglio noto come “eruzione minoica di Thera”. Ci sono documentazioni ufficiali su quanto accaduto, senza dimenticare che la nascita della spiaggia rossa ha ispirato una serie di miti greci. Sembra, ad esempio, che un fatto così catastrofico abbia spinto Platone ad approfondire e narrare il celebre mito di Atlantide. Per capire quale fosse il livello del terreno prima dell’eruzione vulcanica, bisogna osservare lo strato di tefra bianca che si trova a Santorini: si tratta dell’insieme di materiali piroclastici prodotti dal vulcano stesso e nel caso dell’isola è spesso ben 60 metri.

L’antico sito della spiaggia rossa

C’è un altro dettaglio molto interessante in questo caso. Diversamente da quanto avvenuto nel caso di Pompei ed Ercolano, nel sito di Akrotiri non sono stati trovati dei corpi. Questo può voler dire che gli abitanti dell’epoca si siano resi conto del pericolo imminente, lasciando il posto a tempo debito ed evitando conseguenze peggiori. Il già citato strato, comunque, suggerisce come la popolazione locale abbia avuto pochi mesi prima di decidere cosa fare, secondo quanto ricostruito dagli esperti. Gli studi sull’evento storico che ha fatto nascere la celebre spiaggia rossa di Santorini sono proseguiti per più anni, fino ad arrivare a conclusioni clamorose.

Un gruppo di scienziati di varie nazionalità ha scoperto nel 2006 come l’eruzione avvenuta nei pressi dell’attuale Santorini sia stata molto più vasta rispetto alle previsioni iniziali. In origine si era pensato a quasi 40 chilometri cubici di DRE, vale a dire roccia-densa-equivalente (il materiale eruttato, per intenderci). La nuova ricerca ha aumentato questa misura fino a 100 chilometri cubici. Soltanto per avere un quadro più chiaro, si può aggiungere che questo episodio ha avuto un’esplosività quattro volte superiore rispetto a quella del Krakatoa del 1883, una delle eruzioni più violente di sempre.

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