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SCIENZA

Scoperta unica in Grecia, emerso sito archeologico antichissimo: contiene un tesoro

A quando risalgono le prime tracce della presenza umana in Grecia? Un nuovo sito archeologico sposta indietro le lancette: è una scoperta sensazionale.

Potrebbe essere il sito archeologico più antico di tutta la Grecia, una scoperta davvero unica: i ricercatori hanno trovato tracce della presenza umana che risalgono ad un periodo molto più lontano nel tempo rispetto a quanto si conosceva finora. Vediamo che cosa hanno rinvenuto di così prezioso.

Grecia, scoperti nuovi siti archeologici

I nostri antenati abitavano la Grecia centinaia di millenni fa, ma una nuova scoperta ci permette di datare in modo diverso la prima presenza dell’essere umano in questa regione. Ci sono infatti diversi siti preistorici che rivelano come gli ominidi vivevano in questi territori, cacciando ippopotami ed elefanti, già 700mila anni fa. Al momento, non è ancora chiaro a quale specie appartenessero coloro che popolavano queste zone: i ricercatori sospettano che si trattasse di Homo heidelbergensis, conosciuto anche come Homo sapiens arcaico (vissuto prima dell’Uomo di Neanderthal), ma serviranno ulteriori studi per trovare conferma a questa ipotesi.

Il ritrovamento è avvenuto in Arcadia, all’interno del bacino di Megalopoli, che si trova a circa 200 km dalla capitale Atene: in quest’area ci sono enormi miniere di lignite, e gli archeologi sanno da tempo che vi è una ricca presenza di antichi fossili, tuttavia finora sono pochi gli scavi compiuti per poter riportare alla luce questo prezioso tesoro. Di recente, ha preso il via una campagna quinquennale operata dalla Scuola americana di studi classici di Atene, in collaborazione con il Ministero greco della Cultura e dello Sport.

I lavori hanno portato alla scoperta di ben 5 nuovi siti archeologici. Il primo, chiamato Choremi 7, risale a circa 280mila anni fa e custodisce ossa di cervo con segni di taglio, oltre a diversi strumenti in pietra. A poca distanza, sono state rinvenute numerose armi affilate databili a ben 400mila anni fa, presso l’area conosciuta come Tripotamos 4. Ancora più indietro nel tempo, il sito di Marathousa 2 (di oltre 450mila anni fa) ha conservato scheletri di ippopotami, mentre quello di Marathousa 1 mostra tracce di un massacro di elefanti. Ma il sito archeologico più importante è quello di Kyparissia.

Un tesoro prezioso nascosto sotto terra

In quest’area, a circa 70 metri di profondità, gli archeologi hanno trovato il sito più antico della Grecia. Risale a 700mila anni fa, e racchiude le prime prove della presenza umana in questa regione. “La nostra ricerca, che ricostruisce il paleoambiente del bacino, mostra che potrebbe essere servito da rifugio durante l’era glaciale” – ha spiegato Katerina Harvati, paleoantropologa presso l’Università di Tubinga – “Ciò ha permesso alle popolazioni animali e vegetali di sopravvivere a periodi di grave glaciazione, quando sarebbero scomparse dalle parti più settentrionali del continente europeo”.

Il sito archeologico custodisce un vero e proprio tesoro: gli esperti vi hanno trovato moltissimi strumenti in pietra, i resti di specie estinte di cervi giganti, ippopotami, rinoceronti, elefanti e macachi, fossili di legno, resti di piante e persino alcuni piccoli insetti. Le condizioni di conservazione straordinarie nel bacino di Megalopoli hanno permesso agli archeologi di mettere le mani su un numero incredibile di reperti preziosi. “Questo è il motivo per cui quest’area costituisce un pezzo molto importante del puzzle dell’evoluzione umana in Europa” – ha concluso Harvati.

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